20:42 25 Febbraio 2021
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Dalle 10 alle 18 di giovedì 11 febbraio gli attivisti del M5S sono chiamati a rispondere a un quesito sulla piattaforma Rousseau per decidere sul sostegno al governo Draghi.

Giornata di votazioni per il Movimento 5 Stelle che, come si aspetta, giovedì 11 febbraio deciderà tramite il voto sul Rousseau se sostenere il nuovo governo o formare l'opposizione al presidente incaricato Mario Draghi. Dopo polemiche interne che hanno sfiorato la frattura, culminate martedì sera con una diretta web in cui Beppe Grillo chiedeva il rinvio, la votazione prevista per il 10 e 11 febbraio si terrà in formato ridotto dalle 10 alle 18 di oggi. 

Il quesito su Rousseau

Il quesito, su cui gli attivisti saranno chiamati a rispondere, pone tre condizioni per il sostegno del M5S all'esecutivo dell'ex banchiere centrale: 

  1. la natura tecnico-politica del governo; 
  2. la creazione di un super-ministero della transizione ecologica
  3. la difesa dei principali risultati del movimento, in particolare reddito di cittadinanza e proroga dello stop licenziamenti, questioni ritenute dirimenti per gli attivisti. 

Le condizioni poste dal M5S

Nel corso dei colloqui con il presidente incaricato, il M5S ha chiesto l'istituzione di un super ministero che guidi la transizione ecologica, sostenuta con i fondi europei del Recovery Plan. Lo ha dichiarato Beppe Grillo nella sua diretta su Facebook e lo ha ribadito Vito Crimi nel documento pubblicato sul Blog delle Stelle. 

"Per rendere concreta questa prospettiva, il MoVimento ha proposto l’istituzione di un Super Ministero per la transizione Ecologica, che sia centrale nell’azione di governo", si legge nel testo. 

Nei colloqui sarebbe emersa, inoltre la convergenza sulla necessità di mantenere delle misure di sostegno alle famiglie, come il reddito di cittadinanza. 

La natura tecnico-politica del governo è la risultante di un compromesso tra l'appello iniziale del Capo di Stato, Sergio Mattarella, per un esecutivo non riconducibile ad una formula politica, e le condizioni dettate da Giuseppe Conte per l'adesione del M5S come alleato di PD e LeU.

 

In sede di consultazioni sarebbe emersa una convergenza tra Mario Draghi e la delegazione del M5S. 

La "fronda" anti-Draghi

Alla vigilia del voto su Rousseau, martedì sera, un gruppo di circa mille attivisti del Movimento ha partecipato ad un evento per il No al governo Draghi. Un nuovo "Vaffa Day" tenuto sulla piattaforma Zoom, a cui hanno partecipato, fra gli altri, la senatrice Barbara Lezzi e il deputato Pino Cabras, per sostenere la richiesta di restare all'opposizione per poter controllare il governo "con le mani libere". 

In contemporanea il garante del Movimento è intervenuto con una diretta per chiedere il rinvio delle votazioni previste per ieri e oggi. Grillo chiedeva agli attivisti di attendere le dichiarazioni del premier incaricato per pronunciarsi sul governo, sottolineando la convergenza fra il programma del M5S e le idee di Mario Draghi, definito "un grillino". Il via libera alle votazioni è arrivato mercoledì sera, quando l'ex numero uno della BCE, dopo l'incontro con il WWF, ha garantito nel suo esecutivo la presenza del Ministero per la Transizione Ecologica. 

Questo però non basta a dissolvere i dubbi della fronda anti-Draghi, insoddisfatta per la formulazione del quesito, ritenuta faziosa. Il deputato Pino Cabras definisce la consultazione su Rousseau "un voto al buio" e lancia una raccolta di firme tra i parlamentari pentastellati. 

"La motivazione addotta per il rinvio del voto su Rousseau era l'asserita esigenza di attendere lo scioglimento della riserva sulla composizione della coalizione che sosterrà il Governo Draghi nonché l'imprescindibile necessità di valutare il programma di tale governo. Oggi quel voto è stato indetto senza che nulla di certo si sappia né sull'accozzaglia di partiti che voteranno la fiducia, né su ciò che tale eterogenea maggioranza intende realizzare", scrive Cabras in un post di Facebook.

Cabras ritiene che il quesito sia stato formulato in maniera tendenziosa e manipolatoria, volto a "inibire il voto contrario alla partecipazione" del m5s al Governo Draghi. Sono tredici i parlamentari firmatari del documento, tra cui Crucioli, Granato e Colletti, oltre Cabras. 

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Beppe Grillo, M5S, Italia
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