14:50 17 Maggio 2021
Politica
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Ex ministro dell'istruzione durante il governo Prodi, dal 2006 al 2008, Roberto Fioroni si è detto convinto che Mario Draghi potrà dare un buon contributo al rilancio della scuola.

Il nuovo esecutivo presieduto da Mario Draghi potrebbe compiere un ottimo lavoro per quanto riguarda il comparto scolastico. Ne è convinto Giuseppe Fioroni, esponente di spicco del PD ed ex ministro dell'Istruzione ai tempi del governo Prodi, tra il 2006 e il 2008:

"Il presidente Draghi saprà ben fare visto che da tempi non sospetti ha dimostrato interesse per la scuola, per la centralità della scuola vista come momento determinante per la crescita della nostra società", ha riferito all'AGI l'ex ministro.

Il riferimento è ovviamente al periodo in carica a Viale Trastevere e a quel 2006 durante il quale proprio con Mario Draghi, all'epoca direttore di Bankitalia, fu avviato un fruttuoso dialogo sul tema della centralità degli investimenti per la scuola:

"Era il 2006, ero appena diventato ministro ed esce uno studio di Bankitalia che si occupa dell'importanza della valutazione nell'istruzione ma soprattutto del tema fondamentale dell'investimento sulla scuola, più soldi per l'educazione e più cresce il Pil del paese. C'era un confronto tra me e il ministro dell'Economia Padoa Schioppa, era il solito dibattito su risorse e precari. Ed esce questo studio che diceva che investire su istruzione e formazione comportava un incremento del Pil. Chiesi quindi al Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, di collaborare insieme con i tecnici della scuola e gli esperti del Mef e il responsabile dello studio fatto da Bankitalia, Piero Cipolloni. Si costruì un gruppo di studio per individuare una relazione armonica efficace ed efficiente tra gli investimenti e l'ammodernamento della scuola che si trasformava da capitolo di spesa a risorsa per il Paese". 

Proprio in quel 2006, fu coniata l'idea del cosiddetto Quaderno bianco, definito da Fioroni un esempio di programmazione a 5 e 10 anni per investire le risorse che finalmente ci sono:

"La cosa determinante è che rispetto a 15 anni fa, oggi ci sono le risorse del Recovery Fund e bisogna avere la consapevolezza che esistono le risorse per investimenti strutturali e tecnologici, ma anche per il personale, soprattutto per l'aggiornamento e la riqualificazione perché "vanno bene gli Ipad ma speriamo che la scuola non crolli...", ha sottolineato l'esponente dem.

Sul prolungamento dell'anno scolastico

Nella sua intervista, Fioroni ha poi elogiato il lavoro svolto dalle scuole a tutti i livelli, dagli studenti, ai docenti passando per il personale amministrativo, ATA e i genitori.

E sull'ipotesi di un possibile prolungamento dell'anno scolastico fino alla fine di giugno, Fioroni ha preferito non sbilanciarsi, definendo tuttavia necessario che gli studenti recuperino il proprio debito formativo:

"E' indispensabile che gli studenti recuperino il loro debito, per non mandarli avanti asini e contenti, e privarli di un pezzo del loro futuro, ma per questo sono necessari corsi di recupero intensivi e personalizzati con risorse idonee. Per questo bisogna pensare ad aprire le scuole di pomeriggio con le professionalità idonee. Tutto questo non può sminuire lo sforzo che ha fatto la scuola anche con la Dad. Nessuno è stato in vacanza e nel corpo docente molti, sopra i 50 anni, hanno superato la sfida della tecnologia e di questo va dato atto", fa notare Fioroni

Il nodo precari

Sull'annoso nodo del personale precario Fioroni, pur ammettendo di non avere "ricette in tasca", ha quindi evidenziato l'importanza di garantire una certa continuità agli studenti, oltre che la stabilità al personale insegnante:

Non ho ricette in tasca, ma io credo che una scuola normale debba smettere di essere precarizzante, i nostri studenti hanno il diritto di avere insegnanti stabili senza orizzonti temporali brevi. Per questo bisogna azzerare il precariato", ha detto ancora Fioroni, il quale ha poi auspicato che la scuola possa continuare ad essere una "comunità educante" e che possa evitare derive di tipo aziendalistico.

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