20:00 07 Marzo 2021
Politica
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Non è ancora chiaro quando il premier incaricato salirà al Colle per sciogliere la riserva. Intanto si sblocca la votazione su Rousseau.

Il premier incaricato Mario Draghi ha concluso il secondo giro di consultazioni incontrando oggi le parti sociali da cui ha ricevuto un sostegno al suo progetto di esecutivo.

E mentre sulla piattaforma Rousseau tutto è pronto per un voto lampo dopo il rinvio delle scorse ore, cresce l’attesa per il momento in cui l’ex governatore della Bce salirà al Colle per sciogliere la riserva e presentare l’eventuale squadra davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Confindustria: pieno sostegno

Il presidente della rappresentanza degli industriali Carlo Bonomi è stato molto telegrafico ma altrettanto preciso dopo l’incontro con Draghi, esprimendo il "convinto sostegno" all'azione di Draghi e "la viva speranza che il consenso parlamentare, riservato al suo programma, sia ampio e solido, perché c'è davvero molto da fare e bisogna farlo presto e bene".

Su Twitter Bonomi poi ha detto che con Draghi ha “condiviso le proposte dell’ultimo anno” tra cui le “riforme degli ammortizzatori, le politiche attive sul lavoro, PA, fisco, Recovery Plan e piano vaccinale”.

I sindacati: stop a licenziamenti

Per Cgil, Cisl e Uil è fondamentale che il governo Draghi prolunghi il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione Covid. E queste sono state le richieste fatte al premier nell’incontro di oggi.
"Il confronto deve proseguire nelle prossime settimane e mesi quando il governo avrà avuto la fiducia - ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini - per affrontare in modo nuovo i problemi che abbiamo di fronte”.

Landini ha aggiunto che i sindacati vogliono “essere coinvolti e poter discutere per fare le riforme che sono necessarie e, soprattutto, creare lavoro".

La leader della Cisl, Annamaria Furlan, ha affermato anche su Twitter che "Draghi ci ha ascoltato, dimostrando di essere interessato a capire quelle che per noi sono le priorità e le emergenze da affrontare attraverso una concertazione vera, utile al futuro del Paese. Abbiamo dato tutta la nostra disponibilità, attraverso un rapporto concertativo, per dare un contributo al nuovo governo".

​Da parte del segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri “sulla fine del blocco dei licenziamenti abbiamo bisogno di tempo, perché le risorse dall’UE non arriveranno prima di agosto e contemporaneamente dobbiamo fare due riforme: ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro”.

L’Abi preoccupata

La situazione economica allarmante è stata al centro del dialogo tra Draghi e l’Abi, che ha detto di essere preoccupata "per i rischi legati alla pandemia che possono toccare le imprese in difficoltà e conseguentemente toccare le banche stesse".

Il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, ha chiesto a Draghi che le misure di sostegno "non vengano interrotte anzitempo, che abbiano una durata più lunga della pandemia e che vengano ridotte gradualmente, senza immediatezza, senza integralismi e automatismi".
Confcommercio: 300mila imprese a rischio

Da parte di Confcommercio è arrivato un grido d’allarme sulle aziende.

Il numero uno Carlo Sangalli ha puntato l'attenzione sulle oltre 300mila imprese che rischiano di chiudere i battenti e per cui servono "ristori tempestivi e adeguati alle effettive perdite di fatturato e proroga ampia della cassa Covid senza contribuzione addizionale e senza distinzioni dimensionali".

Tags:
Confindustria, UIL, CISL, CGIL, Mario Draghi
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