16:34 07 Marzo 2021
Politica
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L'amministrazione Trump ha ritirato gli Stati Uniti dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite nel 2018, accusando l'organo di "ipocrisia" e di trattare Israele, alleato dell'America, peggio dei nemici di Washington come la Corea del Nord, l'Iran e la Siria.

Gli Stati Uniti "si impegneranno nuovamente" con il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite in qualità di osservatori, ha annunciato il segretario di Stato americano Antony Blinken.

"L'amministrazione Biden ha ridato agli Stati Uniti una politica estera incentrata sulla democrazia, i diritti umani e l'uguaglianza. L'uso efficace degli strumenti multilaterali è un elemento importante di questa visione", ha detto Blinken intervenendo oggi a Washington.
​"Riconosciamo che il Consiglio per i diritti umani è un organo imperfetto, che necessita di riforme, inclusa la sua attenzione sproporzionata su Israele", ha aggiunto il segretario di Stato americano.

La mossa ribalta la decisione dell'amministrazione Trump del giugno 2018 di ritirare gli Stati Uniti dal Consiglio, con l'amministrazione repubblicana che accusava l'organo di essere "ipocrita ed egoista" e di avere un "pregiudizio anti-israeliano cronico".

Nelle sue osservazioni lunedì, Blinken ha affermato che la decisione dell'amministrazione Trump "non ha fatto nulla per incoraggiare un cambiamento significativo, ma ha invece creato un vuoto nella leadership statunitense, che i Paesi con programmi autoritari hanno utilizzato a proprio vantaggio".

Secondo il capo della diplomazia statunitense, lo status di osservatore consentirà agli Stati Uniti di "parlare in Consiglio, partecipare ai negoziati e collaborare con gli altri membri per introdurre risoluzioni".

Tags:
Politica Internazionale, Diplomazia Internazionale, Tony Blinken, Consiglio dei diritti dell'uomo, ONU, USA
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