03:09 05 Marzo 2021
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In un'intervista al Quotidiano Nazionale il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, rivendica di aver aperto la crisi sacrificandosi "per il bene del Paese": "Conte? Non era adatto. Ora tutti dicono meno male che c'è Draghi".

"Sono rilassato e felice, si è chiusa per me la partita più difficile della mia esperienza politica”. Così, in un’intervista al Quotidiano Nazionale, Matteo Renzi descrive l’epilogo dei lunghi giorni della crisi, che hanno portato alla decisione del presidente della Repubblica di conferire a Mario Draghi l’incarico di formare il nuovo esecutivo.

La partita più difficile perché, spiega l’ex premier, “quando abbiamo aperto la crisi, nessuno ne capiva il motivo”. “Si dava per scontato – va avanti il senatore toscano - che la pandemia dovesse chiudere ogni spazio di dibattito politico”. “E io – aggiunge - non riuscivo a spiegare il senso di quello che stavamo facendo".

Matteo Renzi
© Sputnik . Evgeny Utkin
Matteo Renzi

Conte, sottolinea Renzi “non era la persona giusta” per mettere a punto il piano per gestire i fondi del Recovery che arriveranno dall’Ue. "All'Italia arrivano 209 miliardi, tanti soldi quanti mai ne abbiamo avuti”, dice ancora il leader di Italia Viva, scommettendo, al contrario sulle capacità dell’ex presidente della Bce.

“È una straordinaria occasione, - dice del premier incaricato - e non solo perché sapremo come spendere i soldi del Recovery. Draghi potrà fare dell'Italia una guida europea. La Merkel scade in settembre di quest'anno e Macron nell'aprile dell'anno prossimo, anche se mi auguro che verrà rieletto. La nostra legislatura scade nel marzo del 2023. Ecco, in questo periodo la figura più forte in Europa sarà il presidente del consiglio italiano".

Il senatore di Scandicci rivendica di aver fatto un “sacrificio personale per il bene del Paese”. Insomma, la crisi, afferma al Quotidiano Nazionale, non è stata aperta per le “poltrone”.

“Oggi chiunque capisce che Italia Viva, nella coalizione di governo, conta molto meno di prima. È ovvio che in una maggioranza più ampia abbiamo meno potere interdittivo. Ma io sono molto più felice adesso”.

"Adesso tutti dicono: meno male che c'è Draghi. Credo che il salto sul carro diventerà quest'anno una specialità olimpica. Vedremo i 'contiani' diventare draghiani. Niente di nuovo. L'importante è che il Paese sia in buone mani. E senza le dimissioni di Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto questo non sarebbe successo", va avanti Renzi che scommette su un ruolo importante di Italia Viva sul fronte delle riforme.

“Io – conclude - dico che l'Italia ora ha tutto per uscire dalla crisi. Ha i soldi e ha la guida giusta. Se tutti remiamo nella stessa direzione ce la faremo".

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