12:54 02 Marzo 2021
Politica
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Mentre il premier incaricato incassa i primi sì nella prima giornata di consultazioni, l'ipotetica maggioranza del governo Draghi si allarga con il M5S e la Lega che pongono le condizioni per un confronto politico.

Si allarga l'ipotetica maggioranza a sostegno del governo Draghi. Nella prima giornata di consultazioni, mentre il presidente neoincaricato incassava i primi sì dalle delegazioni di Azione, + Europa, Maie-Europeisti, Cambiamo! di Giovanni Toti, fuori dal palazzo di Montecitorio mostravano segni di apertura i partiti più avversi al governo tecnico dell'ex governatore della BCE: il M5S e la Lega. 

L'apertura del M5S

Dopo il primo No di Vito Crimi e l'appello di Zingaretti agli alleati per non spaccare l'asse M5S-PD-LeU, l'ex ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in una nota, sottolinea il "dovere" del movimento di ascoltare Draghi e partecipare alle consultazioni, dando un segnale di maturità politica. Gli fa eco il premier uscente, nell'ultima dichiarazione da Palazzo Chigi, che assicura di restare al fianco del M5S evidenziando la necessità di un governo politico per risolvere le urgenze.

Il leader del Movemento 5 stelle Beppe Grillo
© AFP 2021 / Andreas Solaro
Il leader del Movemento 5 stelle Beppe Grillo

Nonostante l'opposizione strenua della senatrice Barbara Lezzi e di Alessandro Di Battista, che potrebbe costare al M5S delle "perdite contenute" alla Camera e al Senato, arriva l'ok dal garante del movimento, Beppe Grillo. Secondo quanto riporta Il Messaggero, Grillo pone delle condizioni irrinunciabili per la fiducia a Draghi: 

"difesa di tutti i provvedimenti portati a casa dal governo Conte, come il reddito di cittadinanza, il decreto dignità e le norme anticorruzione, e un programma che abbia tra i punti principali il reddito universale, una imposta patrimoniale, blu economy, digitalizzazione, conflitto di interessi e banca pubblica". 

Per il momento l'orientamento è quello di sedere al tavolo delle consultazioni e avviare un confronto per "rispetto istituzionale" nei confronti del Presidente della Repubblica. Ma il sostegno a Draghi per il M5S potrebbe rivelarsi una scelta che rischia di spaccare la base, divisa tra il no a un governo dell'establishment e il sì per proseguire le battaglie all'interno del governo.

Il reggente politico, Vito Crimi, non esclude di affidare la decisione cruciale al voto sulla piattaforma Rousseau. A chiedere il voto su Rousseau è anche Davide Casaleggio, intervenuto venerdì mattina da Roma dove in giornata arriverà anche Beppe Grillo.

© AP Photo / Andrew Medichini
Vito Crimi

Se dopo le consultazioni il Movimento dovesse decidere di rispondere positivamente all'appello del presidente Mattarella, Mario Draghi troverebbe l'appoggio delle forze del governo giallorosso, l'asse M5S-PD-LeU e Italia viva. 

Centrodestra spaccato

Il centrodestra non trova una posizione unitaria e si presenterà spaccato alle consultazioni, contrariamente al precedente confronto con il Capo dello Stato. 

Giorgia Meloni resta fedele alla linea iniziale del no per andare subito al voto o, in alternativa, l'astensione assieme agli alleati. Ma questa posizione non è condivisa dagli altri partiti di centrodestra, con Forza Italia che nell'incarico a Draghi vede il governo delle eccellenze più volte invocato da Berlusconi e Tajani. 

Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini
© AFP 2021 / Tiziana Fabi
Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini

Dalla Lega arriva un'apertura già annunciata da Salvini, che nei giorni precedenti aveva tolto ogni veto sul nome. Come condizioni per la fiducia il leader del Carroccio pone cinque temi prioritari: tasse, lavoro, cantieri, pensioni e salute. Ma pone anche un veto sul M5S: se starà dentro, la Lega starà all'opposizione, per incompatibilità nei programmi. 

"Noi andremo a parlare con Draghi senza pregiudizi, senza porre veti. Se le nostre idee coincidono con quelle del professor Draghi, noi ci siamo. Se le idee prevalenti sono quelle dei ‘no’ e di Grillo noi diamo una mano serenamente dall’opposizione. La Lega è a disposizione ma noi ci mettiamo la faccia se possiamo fare le cose", ha dichiarato Salvini ai microfoni dello speciale Tg3.

Tuttavia la Lega non è l'unica a porre dei veti. Dal centro sinistra, PD e LeU definiscono incompatibile la loro presenza in un governo con le forze sovraniste. La Lega, infine, non esclude il ritorno alle urne anticipato. 

Le consultazioni

I colloqui del presidente incaricato Mario Draghi con le forze politiche in parlamento procederanno secondo il seguente calendario, in base a quanto riferito dal Corriere della Sera: Dalle 11-11.30 con Gruppo

  • Per le autonomie (SVP – PATT, UV) del Senato.
  • Dalle 11.45 alle 12.30 Gruppo Liberi e Uguali.
  • Dalle 12.45 alle 13.45 Italia Viva.
  • Dalle 15 alle 16 Fratelli d’Italia.
  • Dalle 16.15 alle 17.15 Partito Democratico.
  • Dalle 17.30 alle 18.30 Forza Italia.

Gli ultimi partiti che saliranno nella stanza di Montecitorio per incontrare Draghi saranno proprio Lega e M5S, che verranno ricevuti sabato mattina, rispettivamente dalle 11 alle 12 la Lega e dalle 12.15 alle 13.15 il movimento. 

L'esito delle consultazioni sarà determinante nella definizione di un governo tecnico o politico e perché Draghi sciolga la riserva sul proprio incarico. 

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