02:18 05 Marzo 2021
Politica
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Alessandro Di Battista si è espresso in maniera molto critica in relazione ad un possibile sodalizio tra M5S e Mario Draghi.

Tra le voci del dissenso su una possibile partecipazione del Movimento 5 Stelle al nuovo governo presieduto da Mario Draghi, c'è senz'altro quella di Alessandro Di Battista.

L'ex deputato pentastellato, in un lungo post notturno, ha infatti ribadito il proprio no all'ex governatore della BCE:

"Ogni ora che passa, per quanto mi riguarda, si aggiungono ragioni su ragioni per dire NO a Draghi. Si dice: 'non sarà un governo tecnico ma un governo politico'. Benissimo. Allora ragioniamo di politica", esordisce il grillino.

Autostrade e sostegno alle PMI

Di diversa natura i dubbi nutriti da Di Battista, a partire dalla questione della revoca delle concessioni autostradali a Benetton e Atlantia:

"C'è - ricorda il Cinque Stelle - chi si batte da 906 giorni, ovvero dal 14 agosto del 2018 (giorno della Strage di Genova), per revocare le concessioni autostradali ai Benetton. Davvero qualcuno crede che Draghi, colui che, da Direttore generale del Tesoro, assegnò le concessioni autostradali ai Benetton, possa revocarle? C'è chi combatte per l'istituzione di una banca pubblica di investimento. Pensate davvero che Draghi, uomo legato a doppio filo alla Goldman Sachs possa realizzarla?", si domanda Di Battista.

Il politico romano esprime poi tutti i propri dubbi circa la possibile coesistenza del Movimento 5 Stelle e dei suoi valori fondanti, nell'ottica del raggiungimento di determinati obiettivi politici in presenza di figure quali Matteo Renzi e Silvio Berlusconi:

"Si potrà mai approvare una legge del genere con Renzi al governo, per giunta rafforzato politicamente, che si sta arricchendo a dismisura grazie a conferenze estere strapagate? Pensate che sarà possibile portare avanti battaglie sulla legalità e sulla giustizia stando al governo con Berlusconi?".

Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
Il Prof Mario Draghi arriva al Quirinale

Altre perplessità, per Di Battista, sorgono invece in relazione al sostegno annunciato al governo Draghi da parte di Confindustria, un fatto questo che secondo l'ex deputato metterebbe di per sé a rischio eventuali piani di sostegno alle piccole e medie imprese:

E chi sostiene interventi per le piccole medie imprese crede davvero che un governo che nasce con la benedizione di Confindustria li sosterrà?", scrive Di Battista, che poi si dice convinto che l'esecutivo Draghi non avrà "nulla" di politico.

Il piano 'segreto' di Draghi

L'ex deputato pentastellato avanza poi l'ipotesi, secondo la quale Mario Draghi avrebbe accettato l'incarico di formare il governo solo in cambio di una garanzia sulla sua futura elezione alla carica di Presidente della Repubblica:

"Draghi, nei primi mesi di luna di miele concessa da una pubblica opinione stremata da un anno di pandemia, si dedicherà al piano vaccinale e a mettere nero su bianco un Recovery gradito ai potentati che lo incensano. Nulla più. Poi, senza colpo ferire, si farà eleggere Presidente della Repubblica. D'altro canto non avrebbe mai accettato senza questa garanzia. A quel punto ci si renderà conto che il "governo dei migliori" come già viene definito, era solo l'inizio della restaurazione. Un film già visto", ha concluso Di Battista.

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