01:50 05 Marzo 2021
Politica
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Secondo il leader di Italia viva Draghi sarà una garanzia assoluta con l'Europa per le riforme necessarie all'ottenimento dei soldi del Recovery Fund.

Mario Draghi riceve l'incarico e Matteo Renzi canta vittoria e si toglie qualche sassolino dalle scarpe, dopo le dure critiche per la crisi innescata, di cui adesso il leader di Italia viva assume non tanto le responsabilità quanto i meriti. 

"Molti finalmente capiscono perché abbiamo fatto la crisi. Nonostante tutto, sì, ne valeva la pena", ammette Matteo Renzi in un'intervista a Repubblica. "Se dobbiamo spendere 200 miliardi di euro preferisco li spenda Draghi che Conte. Poi il governo Draghi lo fa nascere il Parlamento su indicazione di Mattarella, non il sottoscritto. Io faccio il tifo e voto la fiducia".

Ammette anche che "mai come stavolta" ha sofferto l'"aggressione mediatica, l'odio e il pregiudizio", ma l'arrivo di Draghi "rinfranca da tutte le polemiche". Adesso c'è da pensare al Recovery Fund che secondo Renzi va riscritto integralmente. 

"Una buona squadra scrive il Recovery in tre giorni. Quello che è importante è evitare di spendere i soldi in micro-mance come quelle di molte misure della Legge di Bilancio e avere una visione strategica chiara", afferma.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Prof. Mario Draghi al Quirinale
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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Prof. Mario Draghi al Quirinale

Le riforme

Per il leader di Italia viva l'incarico alla presidenza del Consiglio dell'ex governatore della BCE è un'"assicurazione sulla vita" per l'Italia e permetterà l'accesso ai fondi europei del Next generation plan. 

"Il Recovery è uno scambio: ci danno soldi se facciamo riforme. Da questo punto di vista la leadership di Draghi è un'assoluta garanzia. E' come se avessimo fatto un'assicurazione sulla vita. Ma sulla vita del Paese. Io ho frequentato i consessi internazionali: nessuno gode della stima di Mario, da Obama a Trump a Biden, dalla Merkel a Macron a Johnson. Ci saranno riforme, altrimenti non arriveranno le risorse europee", ha sottolineato.

Il governo Draghi 

Italia viva voterà la fiducia a Draghi e Renzi è sicuro la legislatura durerà sino alla scadenza, ma non si esprime sull'ipotesi di un trasferimento di Draghi da Palazzo Chigi al Quirinale, alla fine del mandato di Mattarella. 

"La legislatura durerà fino al 2023. Quanto al capo dello Stato deciderà il Parlamento tra un anno. Ora preoccupiamoci di dare la fiducia al governo e lasciamolo partire per la sua navigazione", afferma.

Renzi afferma che non entrerà nel governo, "sono troppo divisivo" dice, e si augura che neanche l'ex premier Conte abbia un ruolo nel nuovo esecutivo. 

"Dopo aver passato un mese a discutere di Conte premier, spero che non perdiamo un altro mese a capire quale ministero chiede", dichiara. 

Riguardo al suo ex partito, ritiene che la linea del PD sia stata inspiegabile. 

"Potevano svolgere una funzione di mediazione, di equilibrio, di rilancio. Hanno scelto di appiattirsi sulla posizione "O Conte o voto", osserva. "Siamo gli unici - rivendica - che si sono dimessi per un ideale".

Cacciato Conte, il nuovo obiettivo di Renzi sarà quello di assicurare la ripartenza del Paese e che si spendano "bene i soldi del Recovery: avremo più risorse di quelle che sono arrivate nel dopoguerra con il Piano Marshall". Italia Viva sarà il "punto di riferimento di chi non si allinea all'accordo Pd-M5S-Leu e di chi non vuole morire sovranista".

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Mario Draghi, Matteo Renzi, Italia
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