01:06 28 Febbraio 2021
Politica
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L’ex governatore della Bce ha accettato il ruolo dopo un lungo incontro con Mattarella. Ha dialogato con Fico, Casellati e con Conte in un meeting irrituale durato quasi un’ora e mezza.

Dopo un lungo colloquio al Quirinale, il professor Mario Draghi ha accettato l’incarico di premier. Un faccia a faccia con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha dato il via a un’intensa giornata in vista dell’inizio delle consultazioni che inizieranno da domani con partiti e parti sociali.

L’ex governatore della Bce e della Banca d’Italia dovrà stabilire che tipo di governo avviare, se tecnico o politico evitando il gioco dei veti incrociati che farebbe crollare il castello ancora prima di arrivare alla conta dei voti per la fiducia in Parlamento.

Intanto, Draghi, nel suo primo giorno da premier incaricato, ha avuto tre incontri chiave. I primi due come da prassi con il presidente della Camera Roberto Fico e con la presidente del Senato Elisabetta Casellati. Il terzo, “irrituale” (secondo fonti interne al palazzo), con il premier uscente a Palazzo Chigi.

Un faccia a faccia chiesto da Draghi e che è durato quasi un’ora e mezza e di cui non si conoscono i contenuti.

Secondo fonti di Palazzo Chigi "erano solo loro due, nessun altro nella stanza".

Da domani le consultazioni

Se oggi Draghi si è recato a Montecitorio per un breve sopralluogo, da domani, il premier in pectore avvierà i colloqui con le forze politiche e le parti sociali.

Sarà in questi incontri che l’ex numero uno della Bce verificherà se esiste una maggioranza che possa sostenere il suo governo.

Gli schieramenti non sono del tutto delineati. In particolare, c’è attesa per l’orientamento del Movimento 5 Stelle, dopo il primo no deciso, forse pronto a qualche apertura. E poi su Lega e Fratelli d’Italia.

M5S e il voto su Rousseau

Il capo politico dei 5stelle Vito Crimi, che ieri sera aveva chiuso a Draghi, oggi ha ammesso che "quella del voto su Rousseau e una ipotesi da non trascurare".

"Ovviamente dico ipotesi perché dobbiamo aspettare che prima ci sia un contenuto reale da sottoporre, votare su una persona soltanto mi sembra riduttivo”.

L’appello di Franceschini

Dal fronte Pd sono arrivati diversi inviti a M5S e Leu per riformare un gruppo compatto che appoggi Draghi. Dario Franceschini si è rivolto ai grillini chiedendo di non negare la disponibilità ad un governo di alto profilo, concedendo alle destre un ruolo nel sostegno a Draghi. 

"Io oggi dico agli amici del M5s: attenti, di fronte a problemi ancora più gravi, a non rovesciare le parti: attenti, di fronte a  un richiamo come quello di Mattarella e alla disponibilità di una personalità come Draghi a non produrre un esito paradossale: la maggioranza che si spacca e la destra disponibile per senso di responsabilità”.
Renzi pronto alla fiducia

Per il leader di Italia Viva, che ieri ha rotto dando il via alla strada Draghi, è arrivato il sostegno alla proposta del Quirinale. Su Twitter ha scritto: “Ora è il momento dei costruttori. Ora tutte le persone di buona volontà devono accogliere l’appello del presidente Mattarella e sostenere il governo di Mario Draghi. Ora è il tempo della sobrietà. Zero polemiche, Viva l’Italia”.

​La Lega è indecisa

Dal fronte del Carroccio non è ancora chiaro se si propende per un appoggio esterno o meno, anche se il leader Matteo Salvini ha parlato ancora di elezioni.

“Non ho detto né di no né di sì a priori. "Ribadiamo con coerenza che la strada maestra sono le elezioni. Se il professor Draghi ci incontrerà andremo ad ascoltare, a proporre e a valutare. Non abbiamo pregiudizi", ha detto Salvini.

E poi su Twitter: "Al tavolo con Draghi non mi siederò per cercare poltrone. Voglio capire che idea ci sia su taglio delle tasse e della burocrazia, immigrazione, giustizia, piano vaccinale e sul Futuro del Paese".

​Meloni: non partecipiamo

Per la leader di Fdi non c’è alcuna possibilità che il suo partito prenda parte a un esecutivo di questo tipo. "Possiamo prendere il presidente del Consiglio più autorevole ma troverà comunque un Parlamento troppo eterogeneo per poter dare risposte coese e forti. Con Pd e Fi insieme, che politica si farà sulle imprese? Con Pd e Lega insieme, che politica migratoria? Non c'è alcuna possibilità che FdI partecipi", ha detto.

Forza Italia: valuteremo

Da molti esponenti di Forza Italia c’è stata una buona accoglienza al premier incaricato, ma ancora nessuna decisione ufficiale.

Per Anna Maria Bernini, presidente dei senatori FI "Mario Draghi è una eccellenza della Repubblica. Nelle prossime ore noi di Forza Italia avremo modo di ascoltare la sua idea di Paese e le sue proposte. Come sempre ci lasceremo guidare da un unico obiettivo: la soluzione migliore per gli italiani e per l`Italia”, ha scritto su Twitter.

​Il discorso di Draghi e le priorità

Dopo l’incontro con Mattarella, Draghi ha espresso in un breve discorso le sue intenzioni e le sue priorità.

Per il premier bisogna "vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani dei cittadini, rilanciare il Paese, sono le sfide che ci attendono".

Ha poi lanciato un appello a lavorare per sfruttare i fondi europei, “risorse straordinarie”, con “uno sguardo attento al futuro delle giovani generazioni”.

Draghi ha premesso che “con grande rispetto mi rivolgerò al Parlamento, innanzitutto, espressione della volontà popolare" e si è detto "fiducioso che dal confronto con i partiti e i gruppi parlamentari e dal dialogo con le forze sociali emergerà unità e con essa la capacità di dare una risposta responsabile e positiva all'appello del presidente della Repubblica". Solo dopo scioglierà la riserva.

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Lega, Italia Viva, partito democratico, M5S, Mario Draghi
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