01:31 28 Febbraio 2021
Politica
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Un governo a termine per approvare rapidamente dei decreti su temi prioritari e che conduca il Paese al voto in primavera. "Vorrei festeggiare il primo maggio con un governo che lavora per cinque anni", afferma il leader leghista.

La fumata nera al Quirinale rappresenta la "fine della pessima politica", ma l'Italia può "tornare a correre" con un parlamento "di cui gli italiani siano orgogliosi". Questo il commento sulla fine del governo giallorosso di Matteo Salvini, in un'intervista a Il Corriere in cui chiede il ritorno imminente al voto e pone cinque punti prioritari per il prossimo governo nascente. 

"Noi abbiamo cinque priorità. E su queste decideremo", afferma Salvini, sottolineando che il punto non è il nome ma i programmi.

Le questioni prioritarie su cui la Lega chiederà l'intervento immediato del futuro esecutivo con l'approvazione rapida di decreti sono: 

  • impegno a non aumentare le tasse, nello specifico no a Imu, patrimoniale, sì a flat tax e pace fiscale sulle cartelle esattoriali;
  • pensioni, no alla fine di quota 100; 
  • lavoro, riapertura dei cantieri; 
  • piano di rilancio delle infrastrutture con il Recovery Fund; 
  • piano di salute.

"Per noi, si possono approvare rapidamente i decreti su queste priorità, e poi andare al voto a maggio o giugno. Entro l’ 11 aprile si può concludere il lavoro di approvazione delle misure urgenti per il Paese", fa sapere Salvini. "Prima si vota e meglio è - insiste il capo della Lega, che vorrebbe "festeggiare il primo maggio con un governo che lavora per cinque anni".

Sulle difficoltà di andare alle urne in piena crisi pandemica, pericolo ravvisato nel discorso di Mattarella di martedì sera, Salvini ricorda che in primavera si andrà comunque a votare per le regionali in Calabria e poi per le amministrative. 

Sui rapporti con gli alleati, Salvini assicura che "il centrodestra si muoverà compatto, siamo già d’accordo. Non andremo in ordine sparso e sceglieremo il meglio per gli italiani. Ma sia chiaro che per ragionare con chiunque, non firmeremo una cambiale in bianco". 

All'interno della coalizione è il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia, a chiedere di ridare la parola agli elettori. Forza Italia, che ha più volte ribadito la richiesta di un governo di unità nazionale, valuterà con gli alleati, mentre Giovanni Toti e Marcello Lupi hanno dichiarato che daranno la fiducia ad un eventuale governo Draghi.

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Fratelli d'Italia, Lega, Mario Draghi, Matteo Salvini, Italia
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