23:38 25 Febbraio 2021
Politica
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La sera del 2 febbraio il presidente Mattarella ha convocato Mario Draghi, ex numero uno della BCE, al Quirinale.

La crisi politica aperta da Matteo Renzi si è conclusa con la discesa in campo di Mario Draghi per traghettare l'Italia nelle acque in tempesta della crisi sanitaria-politica-economica-sociale. Mattarella, dopo l'appello per la fiducia ad un governo di alto profilo, ha convocato niente poco di meno che l'uomo che ha salvato l'euro dallo tsunami del 2012, una figura ritenuta di eccellenza da quanti invocano il governo dei "meritevoli" per uscire da una situazione di stallo politico. 

Il presidente della BCE Mario Draghi
© flickr.com / European Parliament
Il presidente della BCE Mario Draghi

Prima ancora della "salita al Colle", l'ex governatore della BCE ha già incassato l'ok da Italia viva, di +Europa di Emma Bonino e di Cambiamo! di Giovanni Toti. Forza Italia si riserva di valutare ma ricorda l'antica stima per Draghi e il Partito democratico si dichiara aperto al confronto.

Se dai liberali Draghi è considerato il papabile salvatore della Patria, Lega e Fratelli d'Italia chiedono il ritorno alle urne e M5S si barrica con il no a un governo non politico. Da Alessandro Di Battista l'accusa di essere l'apostolo delle Elite.

Ma chi è Mario Draghi e perché è ritenuto la figura più adatta per guidare un governo di "eccellenze italiane"?

Dal Britannia alle privatizzazioni

Mario Draghi, romano, classe 1947, dopo l'esperienza universitaria al Mit di Boston e a Firenze, nel 1991 approda al Tesoro con un incarico da direttore generale. Una figura che allora era di basso profilo, ma che Draghi trasforma in un ruolo cruciale che gli conferirà prestigio a livello internazionale. Dalla sua posizione affronta la crisi che porterà alla fuoriuscita della Lira dallo Sme e conduce la trattativa per il rientro della moneta nazionale, passaggio chiave per l'adesione all'Euro. 

Il suo ruolo diventa centrale nel panorama italiano, tanto da essere invitato nell'estate 1992 alla famosa riunione sul Britannia, il vertice cruciale tenuto sul panfilo della Regina Elisabetta. Dopo appena un anno prenderà le redini del Comitato per la privatizzazione e aprirà una stagione che porterà sui mercati le aziende e l'industria pubblica.

Mentre i governi si succedono, Draghi resterà al suo ruolo per dieci anni e sotto la sua conduzione si assisterà alle privatizzazioni di importanti società come Eni, Telecom, Imi a Comit e Bn.

L'esperienza che lascerà un segno sulla struttura economica e finanziaria del Paese, ma per il suo operato Mario Draghi è stato al centro di aspre polemiche, come le accuse fuori dalle righe che l'emerito presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, gli lanciò pubblicamente accusandolo di essere il liquidatore d'Italia. 

L'uomo della Banca d'Italia e di Goldman Sachs 

Nel 2001 l'allora ministro Tremonti chiama Domenico Siniscalco per sostituirlo al Tesoro. Draghi allora viene chiamato a Londra dalla banca Goldman Sachs e ne diventa vicepresidente europeo. Nel 2005, dopo lo scandalo che portò alle dimissioni di Antonio Fazio, Mario Draghi viene nominato governatore della Banca d'Italia. 

Sotto la sua direzione diventa centrale la politica del risanamento del debito e del taglio della spesa pubblica per tenere in ordine i conti dello Stato. Un anno dopo viene eletto Presidente del Financial Stability Forum, che sotto la sua direzione prenderà il nome di Financial Stability Board nel 2009. La sua esperienza alla Banca centrale italiana si conclude nel 2011 con una promozione: la chiamata a Francoforte

Mario Draghi
© AFP 2021 / Tobias Schwarz
Mario Draghi a Berlino

Il salvataggio dell'Euro

Mario Draghi diventa governatore della Banca Centrale Europea in un momento cruciale per l'eurozona: la crisi economica iniziata del 2008 negli Usa, si è trasferita in Europa e, dopo aver infuriato sulla Grecia, inizia a trasmettersi nei vari Paesi con la crisi del debito sovrano che rischia di travolgere la moneta unica. 

Draghi rompe i tabù e con la celebre frase "whatever it takes", promette di salvare l'euro "a qualsiasi costo". Dinnanzi ad una immobilità finanziaria della Banca centrale, dovuta all'impossibilità di funzionare come creditore di ultima istanza, Draghi inventa il Quantitative Easing lo strumento attraverso cui la BCE riesce a salvare gli Stati dalla crisi del debito, senza snaturare la propria funzione. Sotto la sua direzione, sino al settembre 2016, la BCE immetterà 60 miliardi di euro sui mercati acquistando titoli degli Stati europei

Nel novembre 2019 termina il suo incarico a Francoforte e il testimone passa all'ex numero uno del Fondo Monetario internazionale, Christine Lagarde.

Mario Draghi dopo una conferenza stampa a Francoforte
© AP Photo / Michael Probst
Mario Draghi dopo una conferenza stampa a Francoforte
Le frasi celebri 

Cattolico e devoto di Sant'Ignazio da Loyola, nel 2015 si è definito un socialista liberale, non collocabile in raggruppamenti estremi. E' sposato dal 1973 con Maria Serenella Capello, resa famosa da una sua celebre frase. A conclusione del suo mandato alla Bce, ai giornalisti che gli chiedevano sui suoi prossimi progetti, Mario Draghi ha risposto:

"Il futuro? chiedete a mia moglie". 

Oltre alla frase "Whatever it takes", che rimarrà sui libri di storia, di Mario Draghi è famoso il calabrone, una celebre metafora con cui ha descritto l'euro nel momento più difficile dell'eurozona. 

"Il calabrone è un mistero di natura perché non dovrebbe volare, ma lui non lo sa e vola lo stesso. Dunque l’euro è stato un calabrone che ha volato bene per molti anni. E ora, e credo che la gente si chieda “come mai”, ora qualcosa deve essere cambiato nell’aria con la crisi finanziaria che prima non c’era e lo faceva volare, ora il calabrone deve crescere e diventare un’ape vera. Ed è quello che sta facendo".

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BCE, Mario Draghi, politica, crisi, Italia
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