23:41 25 Febbraio 2021
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Continua la bufera sulla partecipazione di Matteo Renzi al forum internazionale organizzato dalla monarchia saudita a Riad. L'affondo di Roberto Saviano: "Lasci la vita pubblica".

Non si fermano le polemiche bipartisan per la partecipazione, retribuita con un cachet di 50 mila euro, di Matteo Renzi alla Future investment iniziative, il forum internazionale finanziato dalla monarchia saudita, andato in scena nei giorni scorsi a Riad con l’obiettivo di attrarre capitali stranieri nel Paese.

“L’Arabia Saudita può diventare il luogo di un nuovo Rinascimento”, ha detto il senatore rivolgendosi all’erede al trono Mohammad Bin Salman, che Renzi ha ricoperto di elogi per l’amministrazione illuminata del Paese del Golfo.

Oggi a soffiare sul fuoco ci pensa Giorgia Meloni. “Renzi vola in Arabia alla corte del principe saudita per dire che invidia il basso costo del lavoro della petromonarchia – ha scritto su Facebook - vale la pena ricordare che quello saudita non è esattamente un modello da invidiare: le donne vivono ai margini della società e se considerate indegne vengono frustate in pubblica piazza quando non parte direttamente la lapidazione, i dissidenti vengono decapitati o crocifissi, mentre i lavoratori non hanno diritti e vengono retribuiti con una paga da miseria, sono vietati gli scioperi e le attività sindacali”.

“È questo – attacca - il modello di Rinascimento che Renzi vorrebbe prendere da Riad? Il Rinascimento in salsa wahabita che auspica Renzi è in realtà la restaurazione dello stato di servaggio dell'era precristiana, dove il sistema produttivo era basato su schiavi che venivano scudisciati in pubblica piazza quando osavano ribellarsi”.

Ad alludere ad un possibile conflitto di interessi, invece, è il giornalista Luca Telese. “In commissione difesa, dove si prendono decisioni strategiche su armamenti e sicurezza nazionale, - scrive su Twitter - abbiamo un senatore pagato con denaro pubblico che prende soldi da un paese straniero”.

Saviano: Renzi dovrebbe lasciare la vita pubblica del nostro paese

E una stoccata contro l’ex premier arriva, sempre via social, anche dallo scrittore Roberto Saviano. "Conoscete la storia del giornalista saudita del Washington Post Jamal Kashoggi, barbaramente ucciso e fatto a pezzi per conto del principe saudita Mohamed Bin Salman? Solo conoscendola potrete realmente capire di quali crimini sia sospettato Mohammed Bin Salman. E a quel punto, come me, capireste per quale ragione Matteo Renzi dovrebbe avere la dignità di lasciare la vita pubblica del nostro Paese", incalza il giornalista.

​“La grave presenza di Matteo Renzi ai piedi di Bin Salman – continua - trova giustificazione solo nella Ragion del Portafogli, il suo". “L’idea che i cittadini del mondo possono farsi, dopo questa uscita, - è l’affondo di Saviano - è che il politico italiano più in vista – l’ago della bilancia – sia anche un venduto”.

E si rivolge anche alla ex ministra Bellanova, che su La7 ha difeso Renzi dicendo: “Vorrei avere un elenco dei rappresentanti politici italiani che hanno avuto richieste di andare a fare i relatori in altri Paesi, Arabia compresa, e che abbiano rifiutato".

Come si può accettare, incalza Saviano, che il leader del proprio partito vada “ad esaltare una dittatura che massacra gli oppositori politici e che gode della servitù della gleba”.

Ad intervenire sulla questione, ieri, è stato lo stesso Matteo Renzi che in un video di 60 secondi dice che “la conferenza internazionale di Riad” è un “diversivo”. “Sono pronto – assicura - a discutere dei miei incarichi internazionali, delle mie idee sull'Arabia Saudita, su tutto”. “Adesso – conclude - è del futuro dell'Italia, non dei sauditi, che stiamo discutendo”.

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