03:49 02 Marzo 2021
Politica
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In riferimento alle accuse che pendono sul capo del leader dell'UDC Lorenzo Cesa, il Ministro degli Esteri su Facebook ribadisce che il Movimento ha da sempre "chiuso ogni spazio di manovra a chi credeva che la politica fosse un salvacondotto dai problemi giudiziari".

In un lungo post su Facebook Luigi Di Maio ribadisce tutto l'impegno dei 5 Stelle per superare la crisi di governo.

Nonostante il momento davvero difficile, chiude però la porta a eventuali appoggi dell'Udc, inizialmente collocata tra le file dei costruttori.

"Ciò che andrebbe riconosciuto al Movimento (oltre ai provvedimenti portati a casa che durante questa pandemia si sono rivelati lungimiranti) è aver chiuso ogni spazio di manovra a chi credeva che la politica fosse un salvacondotto dai problemi giudiziari. Di fronte ad ogni più piccolo sospetto (di altri, ricorderete il caso Siri) abbiamo agito garantendo pulizia a tutto il sistema", scrive Di Maio.

Il Ministro degli Esteri aggiunge che "con la stessa forza con cui abbiamo preso decisioni forti in passato, ora mi sento di dire che mai il M5S potrà aprire un dialogo con soggetti condannati o indagati per mafia o reati gravi".

Le parole di Maio sono un ovvio riferimento alla maxi-operazione contro la ‘ndrangheta che ha portato all'arresto di Francesco Talarico, segretario dell’Udc nella Regione Calabria, e a un avviso di garanzia emesso nei confronti del segretario nazionale del partito, Lorenzo Cesa. 

Le parole di Maio fanno il paio con quelle di un altro esponente dei 5 Stelle, Alessandro Di Batista.

"Chi ha condanne sulle spalle e indagini per reati gravi, perché Cesa non è certo indagato per diffamazione, non può essere un interlocutore", ha detto Di Battista, citato da Ansa.
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