02:57 05 Marzo 2021
Politica
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Due senatori FI contravvengono alle indicazioni del gruppo. Caos per l'arrivo dell'ex M5S in extremis per il voto. Polemica a Palazzo Madama per le dichiarazioni di Salvini sui senatori a vita. Conte dovrà riferire a Mattarella.

Il governo Conte ha raccolto 156 voti a favore e 140 contro nella votazione al Senato, ottenendo la fiducia con la maggioranza relativa, leggermente al di sopra delle previsioni della vigilia. Il premier Giuseppe Conte non ha atteso il conteggio finale e ha abbandonato Palazzo Madama.

Tra i voti "in più" ottenuti dalla maggioranza quelli dei forzisti Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin che hanno votato sì alla fiducia al governo Conte, disattendo le indicazioni del gruppo FI. Subito dopo Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, ha annunciato che chi ha votato la fiducia all'esecutivo è fuori dal partito.

A votare "sì" anche gli ex M5s Saverio De Bonis e Gregorio De Falco e la senatrice del gruppo Misto Sandra Lonardo.

A mancare, invece, i voti di Mario Giarrusso, senatore ex M5s, che ha votato no, come Tiziana Drago, sempre ex pentastellata che alla vigilia sembrava propendere per il sostegno all'esecutivo giallorosa.

Italia Viva ha confermato l'astensione dopo l'assenza alla prima chiama. No compatto da Fratelli d'Italia e Lega.

Strascico di polemiche alla fine della seconda chiama. La polemica è nata sulla possibilità di far votare l'ex M5s Lello Ciampolillo, che non aveva risposto alle prime due chiama. L'ex pentastellato ha chiesto di votare proprio mentre la presidente del Senato stava per dichiarare chiusa la seduta, così Elisabetta Casellati e i senatori segretari hanno dovuto visionare i filmati per capire se la richiesta di Ciampolillo fosse arrivata o meno fuori tempo massimo. Alla fine Ciampolillo è stato ammesso a votare come Riccardo Nencini, titolare del simbolo del Partito socialista, presente sulla scheda elettorale, che consente ai senatori di Iv di avere un gruppo parlamentare.  Entrambi hanno votato la fiducia a Conte. 

Il dibattito

Nel corso della sua replica il premier ha attaccato Italia Viva e Renzi. Sui temi che riguardano governo e programma Conte ha dichiarato: "Avete scelto l'aggressione e l'attacco mediatico, invece di discutere nelle sedi opportune".

E poi, chiedendo la fiducia, il presidente del Consiglio ha ricordato che “a rischio oggi è il futuro dei nostri figli, non serve una crisi di governo".

"Un tema toccato dalla senatrice Drago è il calo demografico: è un problema serissimo, è uno dei cali tra i più severi degli ultimi anni” e “se non interveniamo adesso in tempo, rischiamo di compromettere il futuro dei nostri figli”, quindi “occorrono investimenti economici strutturati, dobbiamo investire sul futuro e non possiamo farlo creando una crisi di governo o cercando di far cadere un governo”.

E infine Conte ha ammesso: "Certo c'è un problema di numeri: se non ci sono il governo va a casa, non va avanti".

L’attacco di Renzi

Matteo Renzi
© Sputnik . Evgeny Utkin
Matteo Renzi

Il leader di Italia Viva nel suo intervento ha parlato con toni duri e ha confermato l'astensione del gruppo: "Non è il governo più bello del mondo: pensiamo ci sia bisogno di un governo più forte, non pensiamo possa bastare la narrazione del 'gli altri Paesi ci copiano'. Non è stata aperta ancora una crisi istituzionale perché lei non si è dimesso”.

E poi è tornato a parlare di poltrone e ministeri: "Chi perde oggi? Qualcuno dice Conte, Renzi, Iv. Sembra che la discussione riguardi le singole persone. È l'Italia che sta perdendo la più grande opportunità che ha da perdere dopo il Piano Marshall".

Renzi è tornato a ripetere le ragioni della crisi: "Ecco perché le ho chiesto di fare un passo in più non trasformi la discussione politica in una distribuzione di incarichi. Lei forse pensa davvero che la politica sia l'arte difficile del governo ma non possiamo limitarci di dare una poltrona in più".

Salvini e la critica ai senatori a vita

Il leader della Lega nel suo intervento è stato tra i più interrotti e criticati nel lungo dibattito al Senato.

© AP Photo / Gregorio Borgia
Matteo Salvini durante il discorso al Senato il 20 agosto

Salvini ha detto guardando i banchi del Senato: “Vedo nervosismo, c’era gente che era convinta di portare a casa la poltrona e non è sicura di farcela”.

"Non cercate costruttori, ma cercate dei complici da pagare per non mollare la poltrona”, ha denunciato.

E poi ancora: "Qui per qualcuno il problema è perdere la poltrona mentre per gli italiani normali è perdere il posto di lavoro. Mi scuso per qualche collega senatore che mi ha fatto vergognare di essere senatore".

Salvini è passato all’attacco ai senatori a vita che hanno deciso di votare la fiducia con la presidente del Senato Casellati che ha definito l’intervento “inopportuno” tra i fischi dei senatori della Lega e le proteste della  maggioranza.

Salvini ha ricordato quanto detto da Grillo criticando al contempo i senatori, il M5S e Conte: "Lei, avvocato Conte, ci chiede la fiducia. Non la diamo a lei ma ai cittadini. Speriamo che liberi la poltrona che sta ostinatamente difendendo con tutti i mezzi, e ricordo ai senatori a vita che legittimamente voteranno la fiducia, le parole dette dal leader dei Cinque Stelle Grillo: 'i senatori a vita non muoiono mai o muoiono un po' troppo tardi'. Che coraggio avete, ragazzi senatori a vita, che coraggio...".

Il discorso del premier

Nel suo discorso Conte, che ha replicato il testo letto alla Camera, ha ricordato le solida vocazione europeista su cui è stato fondato il suo governo ancorato ai valori costituzionali, che uniscono forze politiche estremamente diverse ed eterogenee.

Il capo del governo ha rivendicato le scelte politiche come quella di dare priorità alla salute, come diritto di tutti, e la destinazione dei ristori alle aziende colpite dalla crisi economica.

E ha detto di provare un profondo imbarazzo dinnanzi alla crisi provocata da Italia viva per l'assenza del Mes nella bozza del piano di rilancio e resilienza, discussa la settimana scorsa in Cdm.

Lunedì il premier aveva già incassato la fiducia alla Camera con 321 voti a favore e 259 contro.

Conte al Colle domani

Visti i tempi del dibattito e del voto è improbabile che Conte salga questa sera al Quirinale per riferire l'esito al presidente Sergio Mattarella già stasera, non fosse altro per cortesia costituzionale, spiegano gli esperti quirinalisti. 

I tempi di un confronto e delle conseguenti valutazioni di Mattarella comunque, al termine del passaggio parlamentare, dovrebbero essere rapidi, per uscire presto - come per altro sollecitato più volte dallo stesso presidente della Repubblica - da una situazione di incertezza.

 

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Senato, governo, Giuseppe Conte
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