02:52 05 Marzo 2021
Politica
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Nel suo discorso Conte ha ricordato le solida vocazione europeista su cui è stato fondato il suo governo ancorato ai valori costituzionali, che uniscono forze politiche estremamente diverse ed eterogenee.

Il premier Conte si è recato questa mattina in Senato per le comunicazioni sulla situazione politica in atto. Una seduta cruciale alla fine della quale il governo di Conte uscirà rafforzato o si aprirà una crisi che potrebbe portare a nuove elezioni. Il presidente del Consiglio chiederà infatti la fiducia per poter proseguire dopo il ritiro delle due ministre di Italia viva lo scorso mercoledì. 

Lunedì il premier ha già incassato la fiducia alla Camera con 321 voti a favore e 259 contro. Tra i sì al governo spicca quello dell'ex governatore del Lazio, la deputata Renata Polverini, che ha lasciato il gruppo di Forza Italia per votare la fiducia a Conte. Pesa sul voto di Montecitorio l'astensione di Italia viva, mentre alcuni ex grillini finiti nel gruppo misto, Benedetti, Aiello, Aprile, Fioramonti,  Ermellino, Lo Monte, De Giorgi e Trano. Tra i renziani ha votato a favore la Rostan. 

La sfida di Palazzo Madama di delinea più incerta per apparente inferiorità numerica. Per ottenere la fiducia Giuseppe Conte ha bisogno di 161 voti, ma sembra averne solo 155. Il segretario del PD, Nicola Zingaretti ha lanciato un appello ai "costruttori" affinché prendano le proprie responsabilità e non abbandonino il Paese a "scenari imprevedibili". Per il vicesegretario dem, Andrea Orlando, "Renzi non riuscirà a far cadere il governo". 

Oggi si vedrà se gli appelli dei dem sono stati raccolti dai senatori o sono andati a vuoto. In questo caso la parola passerà al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che dovrà cercare le condizioni per una nuova maggioranza, con o senza Giuseppe Conte. Se ciò non fosse possibile, non resterebbe altra strada che il voto anticipato. 

Il discorso di Conte al Senato

La seduta si è aperta con un minuto di silenzio in memoria dello storico dirigente comunista Emanuele Macaluso, sindacalista della Cgil ed ex senatore siciliano nel PCI, deceduto questa notte all'età di 96 anni. Il silenzio si è concluso con un lungo applauso dell'aula. 

"Se io oggi, a voi che siete in quest'aula e ai cittadini che ci seguono da casa posso, parlare a nome del governo a testa alta, non è per l'arroganza di chi ritiene di non aver ammesso errori ma è per la consapevolezza di chi, assieme a tutta la squadra di governo ha impiegato tutte le proprie energie per offrire la miglior protezione possibile alla comunità nazionale", ha esordito Conte in aula.

Il premier ha ricordato la solida vocazione europeista su cui è stato fondato il suo governo ancorato ai valori costituzionali, che uniscono forze politiche estremamente diverse ed eterogenee.

Forze che durante un'emergenza senza precedenti hanno dimostrato "grande responsabilità, raggiungendo - certamente anche con fatica - convergenza di vedute e risolutezza di azione, anche nei passaggi più critici"", ha detto il premier. "Con la pandemia, con la sua sofferenza, il Paese si è unito. Si è elevato il senso di unità del governo, si sono elevate le ragioni dello stare insieme", ha aggiunto.

Il capo del governo ha rivendicato le scelte politiche come quella di dare priorità alla salute, come diritto di tutti, e la destinazione dei ristori alle aziende colpite dalla crisi economica. Il premier ha ammesso che i ristori del nuovo decreto saranno "proporzionati alle perdite subite" il che non significa che "sono sufficienti a compensare le perdite subite". 

Durante un lungo discorso nel quale ha definito infondata la crisi e ha detto di provare un profondo imbarazzo dinnanzi alla crisi provocata da Italia viva per l'assenza del Mes nella bozza del piano di rilancio e resilienza, discussa la settimana scorsa in CDM, il premier ha delineato un exscursus del lavoro di governo e dei risultati raggiunti, indicando i prossimi appuntamenti dell'Italia, come la presidenza del Consiglio dell'Unione europea e del G20.

"Il governo ha bisogno della massima coesione possibile. Servono un governo e forze parlamentari volenterose, consapevoli delle difficoltà che stiamo attraversando e della delicatezza dei compiti, servono donne e uomini capaci di rifuggire gli egoismi e di scacciare via la tentazione di guardare all'utile persona. Servono persone disponibili a riconoscere l'importanza della politica", ha detto. "Abbiamo l'urgenza di fare politica, tanto più in questo contesto di diffuse privazioni, di profonda sofferenza", ha aggiunto.

Conte chiede la fiducia

"Questo governo intende perseguire un progetto politico chiaro e preciso che mira a modernizzare il Paese migliorando le sue infrastrutture materiali e immateriali", ha detto ricordando che lo sviluppo sostenibile sarà la stella polare di ogni riforma strutturale del Paese. 

Ha ricordato la profonda vocazione europeista dell'alleanza di governo fissando come requisito per farne parte una "chiara scelta di campo" contro le derive "nazionaliste e le aspirazioni sovraniste. 

"Sarebbe un arricchimento per questa alleanza poter acquisire il contributo di formazioni che storicamente si collocano nel solco delle migliori tradizioni europeiste, penso a quella liberale, popolare e socialista. Chiedo un appoggio un appoggio limpido e trasparente, che si fondi sulla convinta adesione a un progetto politico", ha detto.

Poi l'appello alle forze politiche e ai senatori: 

"Chiediamo a tutte le forze politiche e parlamentari che hanno a cuore il destino dell'Italia: aiutateci a ripartire con la massima celerità, aiutateci a rimarginare al più presto la ferita che la crisi ha prodotto nel patto di fiducia instaurato con i cittadini", ha concluso il presidente del Consiglio.

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M5S, Italia Viva, Matteo Renzi, Giuseppe Conte, crisi, Italia
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