03:15 15 Aprile 2021
Politica
URL abbreviato
61013
Seguici su

Dieci stati, tra cui Iran e Libia, hanno perso il diritto di voto nell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a causa dei debiti accumulati nei confronti dell'organizzazione, lo rende noto una lettera del Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres.

"Al momento dieci Stati membri sono in arretrato ai sensi dell'articolo 19 dello Statuto delle Nazioni Unite", si legge nella lettera.

Secondo l'articolo, il paese membro dell'organizzazione che "sia in arretrato nel pagamento dei suoi contributi finanziari all'Organizzazione non ha voto nell'Assemblea Generale", nel caso l'ammontare dei suoi arretrati eguagli o superi l'ammontare dei contributi da lui dovuti per i due anni interi precedenti.

Tuttavia, lo Statuto osserva che l'Assemblea generale può permettere a tale paese di votare se l'Organizzazione riconosce che "la mancanza del pagamento è dovuta a circostanze indipendenti dalla sua volontà".

La lettera del Segretario generale delle Nazioni Unite afferma che per ridurre il debito, i paesi devono effettuare pagamenti di importi minimi pari alle seguenti somme:

  • Iran: oltre 16 milioni di dollari,
  • Libia: oltre 705.000 dollari,
  • Somalia: oltre 1,4 milioni di dollari.

Inoltre, l'elenco dei paesi che perdono il diritto di voto se l'Assemblea Generale non decide altrimenti include la Repubblica Centrafricana, il Congo, il Niger, il Sud Sudan e lo Zimbabwe.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh aveva dichiarato in precedenza che Teheran ha sempre pagato i contributi, nonostante le sanzioni statunitensi, utilizzando i canali finanziari disponibili. Quest'anno, ha sottolineato, gli Stati Uniti hanno bloccato questi canali e per questo motivo Teheran ha avviato negoziati con le Nazioni Unite per risolvere la questione. Secondo una delle proposte della parte iraniana, ha osservato Khatibzadeh, l'Iran potrebbe pagare il debito per conto dei beni iraniani bloccati in Corea del Sud, tale opzione è oggetto di discussione con il Segretariato delle Nazioni Unite.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook