02:09 08 Marzo 2021
Politica
URL abbreviato
5421
Seguici su

Potrebbero sembrare dure le parole pronunciate dal leader di Italia Viva nel corso della puntata di Non è l'arena su La7.

A soli quattro giorni dall'apertura della crisi di governo, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, è tornato ad attaccare il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e l'attuale esecutivo.

Ai microfoni di Non è l'arena su La7, l'ex sindaco di Firenze ha innanzitutto incalzato sul tema della delega ai Servizi, che il presidente Conte ha mantenuto per se stesso:

"Conte pensa di bastare a se stesso. È l’ennesimo segno di un modello democratico che viene messo in discussione. Poi va a finire come Trump in America, perché non vengono rispettate le regole democratiche. Il rispetto delle forme democratiche vuol dire che quando si fanno le leggi in Parlamento si deve dare il tempo di discutere", ha detto Renzi, che ha poi invitato il premier ha "rispettare le forme democratiche".

Sulla possibilità di un appoggio esterno alla maggioranza, Renzi si è detto categoricamente contrario, escludendo a prescindere che IV possa fare "da stampella" ad una nuova maggioranza e confermando che il suo partito non voterà la fiducia:

"Noi non voteremo la fiducia, quindi è chiaro che non faremo la stampella del governo. Noi continueremo a votare per le cose che servono agli italiani", sono state le parole di Renzi, che ha poi a suo modo attaccato anche il PD, definendo "strana" l'apertura a politici quali Alessandro Di Battista o Clemente Mastella per mandare a casa Teresa Bellanova.

No a elezioni anticipate

Secondo Renzi anche l'ipotesi di elezioni anticipate è da escludere, dal momento che "in questo momento la maggioranza è possibile":

"Se Conte ha i numeri ha ragione lui, ma se non ha 161 quello è un arrocco e porterà alla caccia ai responsabili, mentre noi dobbiamo farla ai vaccini", ha proseguito il leader di IV.

Renzi ha quindi respinto le accuse di coloro che lo accusano di aver scientemente architettato il proprio Papeete, con chiaro riferimento all'episodio che nell'estate del 2019 portò alla caduta del primo governo Conte:

"Il Papeete è stato un luogo in cui Salvini, con un abbigliamento non usuale, ha chiesto di andare a votare chiedendo i pieni poteri. Ho pensato che Salvini sbagliasse e ho bloccato quell’operazione. Io in giacca e cravatta non chiedo pieni poteri, chiedo il contrario", si è difeso Renzi.

Recovery plan

L'ex premier non ha quindi risparmiato critiche all'ultima bozza del Recovery plan, definita ancora imperfetta:

"Se leggiamo i documenti, lo vediamo che il dato è devastante. Non l’hanno letta tutti in quel governo. Qualcuno non l’ha capita secondo me. Stiamo parlando dei soldi che riguardano il futuro delle prossime generazioni", ha proseguito, ribadendo quindi la propria posizione di critica sul mancato ricorso al Mes.

Possibile ritorno ad un Nazareno Bis?

Per uscire dall'empasse, secondo Renzi, quello che servirebbe al Paese è un patto per le riforme simile a quello siglato ai tempi del Nazareno:

"Il centrodestra e il centrosinistra facciano quello che hanno fatto ai tempi del Nazareno. Che non era votare una fiducia al sottoscritto, Berlusconi non ha mai governato con me. Ma era un patto istituzionale. Io penso che sarebbe un bene per il Paese se anziché andare a cacciare i responsabili, facessimo un progetto tutti insieme, dalla Meloni a Di Maio, da Salvini a Zingaretti. Non governo, sto dicendo le riforme", ha concluso Renzi, il quale ha poi auspicato l'apertura di un'inchiesta sul Covid.
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook