21:37 02 Marzo 2021
Politica
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Ospite da Lucia Annunziata, il leader di Italia viva nega la responsabilità della crisi, ribadendo che cacciare Conte non è mai stato l'obiettivo politico del suo gruppo.

Italia viva non ha mai posto alcun veto su Giuseppe Conte ma non voterà la fiducia ad un governo che non prende i fondi del MES. Lo ha detto Matteo Renzi intervistato da Lucia Annunziata a Mezz'ora in più, il format domenicale in onda su Raitre. 

"Non voterò mai un governo che si ritiene il migliore del mondo e di fronte a 80mila morti non prende il Mes. Ho chiesto, discutiamo di cose serie? Il presidente del Consiglio ha detto no, vado in aula, asfaltiamo Renzi, abbiamo i numeri per la maggioranza assoluta. A me sembra che questo non accadrà al Senato", ha detto il leader di Italia viva.

​Renzi nega di avere una responsabilità dell'apertura della crisi di governo e definisce imbarazzante "il tentativo di buttare questa crisi di governo su di me, sui rapporti con il Pd e con il presidente del Consiglio". 

"Noi abbiamo detto delle cose, abbiamo detto che la ricostruzione della casa dopo la pandemia non sta funzionando, cambiamo delle cose? Non abbiamo fatto una battaglia con il Pd, Conte o il M5S. Davanti a questa richiesta i nostri amici e compagni di strada hanno fatto spalllucce. Ma se in sei mesi che dici 'stiamo rischiando l'osso del collo' e nessuno ti dà retta, puoi restare e fischiettare, ma noi non saremo mai corresponsabili".

Il suo partito non va "all'opposizione dell'Italia" voterà il Dl ristori e lo scostamento di Bilancio. No invece ai sussidi e ai "denari buttati" aggiunge facendo riferimento ai banchi a rotelle e al cashback. 

"I nostri 18 senatori non alimentano polemiche con il governo. Ad un governo che dice queste cose, la fiducia non gliela votiamo", conclude. 

La crisi di governo è stata aperta, dopo oltre un mese di scontri fra Italia viva e premier su Mes e sulle deleghe dei servizi, lo scorso mercoledì 13 gennaio quando Matteo Renzi ha ritirato le sue due ministre, Bellanova e Bonetti, dall'esecutivo. Lunedì e martedì il premier Conte riferirà in parlamento. Per ottenere la fiducia al Senato ha bisogno del voto di 161 senatori, ma al momento ne ha circa 155.

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crisi, Matteo Renzi, Giuseppe Conte, Italia
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