10:53 26 Febbraio 2021
Politica
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"Crisi ingenerosa verso le sofferenze" degli italiani. Con queste parole la moglie di Mastella assicura il sostegno al premier senza non volere nulla in cambio, ma non risparmia una frecciata a PD e M5S sulla ricandidatura del marito a Benevento.

Questo martedì il premier Conte potrà contare su un voto in più a Palazzo Madama. Sarà quello della senatrice del gruppo misto Sandra Lonardo, moglie del sindaco di Benevento Clemente Mastella, su cui il governo puntava per la ricerca dei "costruttori".

"Voglio dire, ancora una volta, rispetto alle malelingue mediatiche, ai bugiardi di mestiere, ai ventriloqui della malafede, che non ho aperto alcuna trattativa per avere qualcosa, nessun ministero, niente di niente. Voterò la fiducia perché ritengo, in coscienza, che l’apertura della crisi sia un atto ingeneroso verso le sofferenze che la nostra gente vive", ha detto la senatrice in una nota rilanciata dalle principali agenzie stampa. 

La Lonardo, però, non risparmia una frecciata al PD e al movimento 5 stelle che hanno chiuso alla ricandidatura di Mastella alle prossime amministrative di Benevento e ribadisce l'inesistenza di trattative per arrivare al governo in cambio della fiducia.

"Lo faccio - romarca - perché è giusto farlo, quasi per istinto, lo faccio, mentre, senza stile ed in modo provocatorio, le sezioni locali del Pd e di 5 Stelle hanno fatto ieri un'intesa per le prossime amministrative contro il sindaco di Benevento. Sono in tanti, quelli che, in questi anni, hanno voluto, a tutti i costi, creare una caricatura del nostro modo di essere, che, da qualche giorno, continuano, con insistenza e noia, a ritenere che io aspiri a qualcosa o abbia chiesto qualcosa".

Il voto di fiducia al governo sarà dato per risposta all'elettorato di cui la senatrice senatrice si sente interprete, sottolinea la Lonardo. 

"A loro andrebbe applicata la briglia della comare, quello strano strumento di cui parlava Gramsci, da mettere sulla bocca delle persone 'malevoli e mettimale'. Non mi asterrò, per poi trattare e chiedere, voterò e basta. La mia gente desidera così ed io, mai come oggi, me ne sento orgogliosamente interprete. Nella mia famiglia, per senso delle istituzioni, vige il principio della rinuncia e delle dimissioni, anche da ministro, nessun ministero della famiglia, sono già ministro della mia famiglia e ne vado fiera", conclude Lonardo.

In precedenza il leader dell'Udeur, Clemente Mastella, dopo aver inizialmente dato la disponibilità a sostenere Conte a Palazzo, si era defilato in seguito alle polemiche esplose sul suo nome. 

 

 

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senato, Giuseppe Conte, Italia
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