15:38 05 Marzo 2021
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Il leader di Azione su Twitter: "Anche io contattato dal simpatico Clemente, una roba tipo tu appoggi Conte e il Pd appoggia te a Roma". La replica di Mastella: "Sei una persona di uno squallore incredibile".

L’appoggio a Conte in Parlamento in cambio del sostegno del Pd per la candidatura a sindaco di Roma. Sarebbe questa la proposta contenuta in una telefonata di Clemente Mastella a Carlo Calenda, secondo quanto riferito su Twitter proprio dall’ex ministro e leader di Azione.

“Comunque anche io ho avuto l’onore di una telefonata del simpatico Clemente. Una roba tipo tu appoggi Conte e il PD appoggia te a Roma. Scarsa capacità di valutare il carattere degli uomini. O quanto meno il mio”, questo il testo del Tweet, seguito dall’hashtag “#costruttori del nulla”.

Poi Calenda aggiunge: “Ho riflettuto un giorno sul rendere pubblica una telefonata privata. E tuttavia considero questa offerta un insulto personale e un dato politico rilevante per capire il quadro di degrado in cui versiamo”.

La decisione, chiarisce ironicamente lo stesso leader di Azione in un altro tweet, è arrivata dopo aver riflettuto sul fatto che non si trattasse di una telefonata privata ma di una “offerta pubblica di acquisto”.

Calenda scagiona però il Pd, con cui il candidato sindaco della Capitale da mesi sta trattando le condizioni per un sostegno nella corsa al Campidoglio. “Non ho motivo di pensare che fosse a conoscenza di quanto detto”, ha scritto il leader di Azione in un altro tweet.

Durissima la replica del sindaco di Benevento, che in queste ore si sta occupando di organizzare il soccorso al governo Conte reclutando i senatori “responsabili”.

“Sei una persona di uno squallore umano incredibile”, ha scritto Mastella in una nota, citata dal Giornale.

"Ti ho telefonato per chiederti cosa facevi e mi hai detto che eri contro Renzi”, ha chiarito il politico campano. “Allora sei per il Pd? No, mi hai risposto: 'Il Pd mi dovrà scegliere per forza come candidato sindaco’”, riferisce ancora Mastella.

“Poi hai aggiunto: 'Ne parlo. Quanto a me, non ho alcuna titolarità per parlare a nome del Pd. Sei rimasto quello che conoscevo all'epoca del Cis di Nola, che era il referente per le segnalazioni. Ruolo modesto, perché sei moralmente modesto'”, sarebbe stato, secondo il politico beneventano, il seguito della conversazione.

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