23:40 25 Febbraio 2021
Politica
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Si va alla resa dei conti in Parlamento, ma anche alla conta dei voti necessari per incassare la fiducia. E mentre Conte cerca i responsabili e i costruttori, Renzi annuncia che resterà a guardare.

In Parlamento ci sarà una resa dei conti tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e Matteo Renzi. Quest’ultimo ha annunciato l’astensione, quindi resterà a guardare se il premier ha i numeri per governare anche senza Italia Viva.

Ma Italia Viva, Renzi, cerca ancora di condizionare le sorti della Legislatura affermando che lui è ancora disposto ad appoggiare l’esecutivo Conte se si dovesse verificare un cambio di passo.

Il Partito Democratico sembra però avere chiuso a Italia Viva, anche se Andrea Orlando ha detto ieri “mai dire mai”. Mentre il Movimento 5 Stelle è stato più risoluto ed ha detto a Renzi che la storia tra loro è finita per sempre (o forse non è mai iniziata a rileggere le parole di Matteo Renzi di questi mesi).

Alla ricerca dei responsabili e dei costruttori

E se con una battuta Clemente Mastella, ritornato alla ribalta, ha affermato di stare tranquilli perché i suoi Viet-cong ci sono, in Parlamento il PD si è mosso con Dario Franceschini ed ha chiesto al Maie di trasformarsi in Maie-Italia23 per accogliere nel suo gruppo al Senato tutti “gli uomini di buona volontà”, siano essi costruttori, responsabili o altro.

Nencini del Psi c’è insieme al suo compagno di partito, ma su altri nomi c’è poco da sperare, in particolare al Senato.

La mossa, disperata, di Conte

Una delle strategie, disperate, che Conte potrebbe mettere in campo riguarderebbe l’incassare la fiducia al Senato anche senza i 161 voti necessari.

Come? Con la tecnica che il leghista Borghi ha ben spiegato in un tweet molto esilarante: “Il Governo della dissenteria”. Alcuni presenti in aula, cioè, potrebbero fingere di andare al bagno per non votare.

Tags:
Politica Italiana, Giuseppe Conte
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