03:06 05 Marzo 2021
Politica
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Al Senato il Maie diventa Maie-Italia23 per accogliere nell'Arca di Noè tutti quelli che avranno voglia di rifugiarsi contro il timore delle elezioni anticipate. Obiettivo condurre "Itaca" fino al 2023.

Al Senato, dove per Conte è più difficile trovare i numeri sufficienti per avere il voto di fiducia, nasce il gruppo Maie-Italia23.

Il nome deriva dalla fusione tra il Movimento associativo italiani all’estero (Maie) e il simbolico Italia ‘23 che sta a indicare la volontà di Giuseppe Conte di restare in sella con M5S e PD fino al 2023, anche senza Matteo Renzi.

Il gruppo nasce per “costruire uno spazio politico che ha come punto di riferimento Giuseppe Conte”, dice Ricardo Merlo in un comunicato, leader del Maie e attuale sottosegretario agli Esteri, ma ci tiene a precisare:

“Non cerchiamo responsabili ma costruttori, a cui l’unica cosa che offriamo è una prospettiva politica per il futuro, per poter costruire un percorso di rinascita e resilienza, nell’interesse dell’Italia, soprattutto in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo”, afferma Merlo.

I numeri non bastano, servono i Viet-cong di Mastella

Tuttavia i numeri di Maie-Italia23, che farebbe quindi parte della nuova maggioranza di governo con un altro nome rispetto a quello attuale, il totale dei senatori offerti non basta ancora.

Servono altri senatori e questi potrebbero essere i Viet-cong promessi da Clemente Mastella, che da alcune ore su Twitter viene ironicamente “osannato” come nuovo premier italiano dall’hashtag #mastellapremier.

Tornando ai numeri, il gruppo conta tre senatori e tre deputati, già inseriti da tempo in maggioranza ma a cui si vuole ora aggiungerne altri proveniente da altre forze.

“Facciamo questo alla luce del sole, con trasparenza. Invitiamo a far parte del gruppo tutti i colleghi senatori interessati a costruire e a lavorare da qui alla fine della legislatura per il bene del Paese e degli italiani”.

Chi entrerà in Maie-Italia23?

I nomi sono ricercati tra quelli di Italia Viva preoccupati per la scelta di Renzi, ma anche tra gli ex grillini e da quella Forza Italia sempre meno contenta dello stradominio Salvini-Meloni nel centrodestra.

I guai per Renzi e l’ancora di Conte

Ma la vera ancora di salvezza per Giuseppe Conte potrebbe chiamarsi Riccardo Nencini (Psi), l’ultimo dei craxiani che è sopravvissuto all’estinzione di massa della prima Repubblica.

Nencini a La Repubblica ha detto scherzosamente che solo Obama e Tony Blair non lo hanno chiamato, per ora.

Lui si sente come Ulisse diretto verso Itaca, ed Itaca è l’attuale governo Conte.

Nencini è stato il primo a sfilarsi da Italia Viva quando Renzi ha aperto la crisi di governo. Lui si è subito definito ‘costruttore’ come aveva definito Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno quelli che avrebbero lavorato per il bene dell’Italia.

Un voto in più per Conte al Senato? No, in realtà sono due perché il Psi conta due senatori, l’altro è Maraio. La questione non è solo i due voti in più probabili per Conte, ma il fatto che al Senato, Italia Viva, ha un gruppo autonomo grazie alla presenza del Psi.

Italia Viva, essendo nata come sigla dopo le elezioni, per legge non può avere un suo gruppo al Senato e quindi se Nencini gli fa ‘CIAO’, il senatore Renzi se ne va pure al gruppo misto dopo aver abbandonato Itaca.

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