18:43 21 Gennaio 2021
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In una lettera inviata al direttore di Libero Barbara Berlusconi, imprenditrice figlia dell'ex premier e leader di Forza Italia, si scaglia contro le Bigh Tech: "Con quale criterio decidono di imbavagliare una idea rispetto ad un'altra?".

La “censura” social continua a far discutere. Dopo Donald Trump, in Italia è stato il turno del quotidiano Libero, sospeso “temporaneamente” da Twitter per aver “eseguito delle attività sospette". Ma la lista degli account silenziati non finisce qui.

A finire sotto la scure dei Big Tech è stata anche l’assessore all’Istruzione del Veneto, Elena Donazzan, oscurata dai principali social network dopo aver intonato “Faccetta Nera” nel corso della trasmissione di Radio 24, La Zanzara, rispondendo ironicamente alla provocazione dei due conduttori, Giuseppe Cruciani e David Parenzo.

Oggi ad intervenire sulla questione, con una lettera inviata proprio al direttore di Libero, è Barbara Berlusconi, la figlia dell’ex premier e leader di Forza Italia che osserva come “il comportamento dei più importanti social in queste ultime settimane non può che inquietare”.

“Con quale criterio – si domanda - si imbavaglia una idea rispetto ad un'altra? Un sito rispetto ad un altro? Fino e con quali argomentazioni si può spingere un'arbitraria censura di una azienda privata? Perché discusse personalità politiche mondiali, invece, sono libere di comunicare i loro pensieri? Questa nuova e discutibile policy dei più importanti social americani mette in crisi l'idea stessa di libertà e di democrazia”.

Non possiamo, continua la figlia di Berlusconi, delegare “a Zuckerberg, o ad altri magnati di imprese private, il destino delle Nazioni” o permettere ad aziende private di “indirizzare l'opinione pubblica”.

“La domanda successiva – incalza - sarebbe: su mandato di chi, di quale lobby di potere o di quale interesse privato i social media tolgono alle persone il diritto a esprimere la propria opinione? Sulla base di una valutazione discrezionale, dunque, un'azienda privata prende una decisione che pone lo stesso social media al di sopra dell'autorità politica, eletta dai cittadini”.

Lo strapotere delle “tech corporation” è “inaccettabile oltre che pericoloso”, mette in guardia l’imprenditrice che invoca “maggiore responsabilità” da parte dei principali social network “nel garantire la pluralità di opinioni e di posizioni politiche”.

“La libertà di pensiero e di espressione – ricorda Barbara Berlusconi -  sono il fondamento su cui si poggiano i diritti umani”. “Per questo – conclude - sacrificare/invalidare la libertà di esprimersi significa oltraggiare i più fondamentali diritti dell'uomo”.

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