06:35 23 Gennaio 2021
Politica
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Il leader di Italia Viva parla di “governo immobile” che guarda ai follower invece che ai dati economici e politici. La crisi non sembra archiviata.

Matteo Renzi non ha ancora sotterrato l’ascia di guerra. Nella lunga intervista rilasciata a Repubblica il leader di Italia Viva parla della crisi di governo, sfida il premier Giuseppe Conte ad andare in Parlamento per vedere se ha ancora una maggioranza e lo accusa di non aver mai risposto alle sollecitazioni del suo partito.

“Più che farlo cadere, vorrei vederlo muovere. Il governo è immobile: si vive di rinvio in rinvio”, attacca l’ex presidente del Consiglio.

“Vogliamo sciogliere i tanti nodi aperti, dalle infrastrutture ai soldi per la sanità. Vogliamo chiarezza su scuola, cultura, lavoro. Questo abbiamo chiesto al premier con lettere, sms, documenti, riunioni. La risposta è stata sprezzante e sorprendente: ci vedremo in Parlamento, ha detto Conte. Evidentemente è già convinto di avere i voti in Aula, forse di Forza Italia: mi sembra un errore politico e un azzardo numerico. Ma auguri a lui e all’Italia”, dice Renzi.

Il leader di Iv smentisce poi la mancanza di dialogo con Conte: “Se non fosse inelegante le mostrerei i messaggi. Palazzo Chigi cerca di buttarla sul personale, dicendo che è un problema di rapporti. Magari fosse una questione di relazione umana: la verità è che noi facciamo proposte politiche e cadono nel vuoto”.

E sulla mano tesa del premier nel post scritto ieri da Conte su Facebook in cui parla di voler “rafforzare la coesione delle forze di maggioranza e la solidità della squadra di governo” Renzi non arretra: “Quando la smetterà di scrivere post retorici e inizierà a confrontarsi sui temi di merito facendo davvero politica, ci troverà a fare l’interesse dell’Italia e degli italiani. Basta che faccia presto, perché non c’è più tempo”.

Il voto sul Recovery

Quello che chiede Italia Viva sono “documenti scritti” per poter votare il Recovery plan. “Trovo sconvolgente dover spiegare a un professore di diritto che non si possono presentare i testi all’ultimo minuto”, aggiunge Renzi.

“Noi abbiamo fatto 62 richieste di correzioni al ministro Gualtieri. Prima di dire se siamo soddisfatti o no, dobbiamo vedere il nuovo testo. Capisco che nella cultura del Grande Fratello è difficile da accettare ma i testi di legge non sono post, i decreti non sono tweet, una riforma non è una storia su Instagram”, dice ironico.

Per il leader di Iv “la priorità è che sia convocato il Consiglio dei Ministri. Subito. Senza ulteriori ritardi. Ma per farlo devono scrivere un testo e mandarcelo: non mi pare di chiedere la luna”.

Un errore non condannare le violenze di Washington

Italia viva è entrata a gamba tesa su Conte anche sul caso Capitol Hill.

Per Renzi la mancata condanna delle dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump da parte del premier non è “timidezza” ma “un errore”.

“Non è un problema di destra o sinistra: la Merkel, grande leader conservatrice, ha detto parole definitive: ‘deploro Trump’. Mi spiace che Conte non capisca la rilevanza di criticare chi mette in dubbio la democrazia americana”.

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Giuseppe Conte, Matteo Renzi, Coronavirus
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