02:18 17 Gennaio 2021

    Un team di dieci scienziati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità doveva essere inviato in Cina per studiare come il nuovo coronavirus fosse riuscito a fare il salto di specie dai pipistrelli all'uomo, ma gli è stato impedito di entrare nel Paese asiatico.

    Il direttore generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha criticato il governo cinese per i ritardi nel rilascio dei permessi necessari per consentire a un team internazionale di scienziati di indagare sulle origini della pandemia di coronavirus.

    "Oggi abbiamo appreso che i funzionari cinesi non hanno ancora finito di preparare i permessi necessari per l'arrivo del team in Cina", ha detto il capo dell'OMS, parlando a Ginevra. "Sono molto deluso da questa notizia, dato che due membri erano già partiti e altri invece non sono stati in grado di partire all'ultimo minuto", ha aggiunto.

    Tedros ha affermato di essere "in contatto con alti funzionari cinesi" e ha sottolineato di aver "chiarito" loro che la missione di inchiesta "è una priorità per l'OMS e il team internazionale".

    Il numero uno dell'OMS ha osservato che la parte cinese gli aveva assicurato che stavano "accelerando la procedura interna" per consentire alla squadra di iniziare il proprio lavoro il prima possibile.

    Il capo del programma per le emergenze sanitarie dell'OMS, il dottor Michael Ryan, ha confermato che la missione, che avrebbe dovuto iniziare martedì, era stata rinviata per la mancanza di documenti necessari, visti inclusi.

    I commenti di Tedros sono una rara critica pubblica dell'OMS a Pechino. L'anno scorso, mentre i sospetti sulle origini della pandemia sono degenerati in uno scambio di accuse tra Stati Uniti e Cina, il presidente Donald Trump ha accusato l'OMS di agire da "burattino della Cina", con i media conservatori statunitensi che sostenevano che Tedros facesse gli interessi di Pechino. Tedros e la Cina hanno negato energicamente le affermazioni degli Stati Uniti e hanno accusato Washington di cercare di distogliere l'attenzione dalle presunte carenze nella risposta statunitense alla pandemia.

    Il team di 10 persone inviato in Cina sarà guidato dal Dr. Peter Ben Embarek, un cittadino danese ed esperto di sicurezza alimentare dell'OMS con esperienza nella Repubblica popolare. Il team effettuerà valutazioni epidemiologiche e sierologiche a Wuhan, la città cinese diventata l'epicentro dell'epidemia di SARS-sCov-2 che da un anno affligge il mondo.

    L'OMS spera di trovare informazioni cruciali sulle origini dell'epidemia, sottolineando di recente che, nonostante mesi di ricerca, "attualmente si sa molto poco su come, dove e quando il virus ha iniziato a circolare a Wuhan".

    In precedenza, gli scienziati credevano che l'epidemia fosse iniziata nel mercato ittico della città. Tuttavia, sabato, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha indicato che un'indagine epidemiologica cinese ha rilevato che la pandemia di Covid-19 era "probabilmente" stata causata da una serie di focolai separati in più località in tutto il mondo. Il dottor Ryan dell'OMS ha contestato queste conclusioni, definendole "altamente speculative".

    Il team di ricerca vuole chiarire se il mercato umido sia stata la fonte di contaminazione, un amplificatore della trasmissione da uomo a uomo o entrambi.

    Un anno dopo le origini della pandemia restano misteriose

    Alla fine del mese scorso, le autorità sanitarie cinesi hanno indicato che il numero reale di casi di Covid-19 a Wuhan all'inizio di quest'anno potrebbe aver raggiunto dieci volte il conteggio registrato, il che significa che fino a mezzo milione di residenti potrebbero essere stati infettati durante i primi giorni dell'epidemia.

    La Commissione sanitaria municipale di Wuhan ha segnalato per la prima volta un gruppo di casi di una polmonite sconosciuta a Wuhan, nella provincia di Hubei il 31 dicembre 2019, con un nuovo ceppo di coronavirus ora noto come SARS-Cov-2. A marzo, mentre il virus si diffondeva in Cina e in tutto il mondo, l'OMS ha dichiarato che la nuova malattia era diventata una pandemia, spingendo molti Paesi a introdurre lockdown ed altre restrizioni per cercare di frenarne la diffusione, a costi economici e sociali significativi.

    L'OMS sostiene che "tutte le prove disponibili" indicano che il virus ha un'origine animale ed è probabile che i primi casi di contagio siano avvenuti nel mercato ittico di Wuhan. Tuttavia, Washington e Pechino hanno trascorso mesi a discutere sulle sue vere origini, con gli Stati Uniti e i loro alleati che affermano che il virus sia fuoriuscito da un laboratorio cinese, con la Cina che a sua volta che accusa i militari americani di aver diffuso il virus a Wuhan. Nessuna delle due parti ha offerto prove conclusive a sostegno delle loro accuse.

    La scorsa estate secondo reportage investigativi di vari media era emerso che scienziati e istituzioni cinesi, statunitensi, australiani e canadesi avevano collaborato strettamente tra loro tramite l'Istituto di Virologia di Wuhan per condurre una serie di esperimenti potenzialmente pericolosi sui coronavirus. L'Istituto Nazionale di Salute Pubblica americano (National Institutes of Public Health) ad esempio era noto per aver concesso al laboratorio di Wuhan $ 3,7 milioni di sovvenzioni per svolgere ricerche sulla trasmissione dei coronavirus di pipistrello.

    Tema:
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