16:01 25 Gennaio 2021
Politica
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Il Washington Post ha ottenuto il nastro di una lunga conversazione telefonica durante la quale il presidente Usa esercitava pressioni sul segretario di Stato della Georgia per trovare i 12 mila voti necessari a ribaltare l'esito delle elezioni.

Il presidente degli USA Donald Trump avrebbe esercitato pressioni e minacce sul Segretario di Stato della Georgia, il Brad Raffensperger, e su un consigliere generale, Ryan Germany, al fine di trovare i voti necessari per ribaltare il risultato elettorale delle presidenziali. 

Lo rivela il Washington Post che ha ottenuto il nastro della conversazione telefonica nella quale Trump, con lusinghe, avvertimenti e persino minacce, chiedeva al repubblicano Raffensperger di trovare anche un solo voto in più necessario alla vittoria nello Stato. 

"Tutto quello che voglio fare è questo: voglio solo trovare 11.780 voti, che è uno in più di quello che abbiamo, perché abbiamo vinto lo stato", dice Trump al segretario della Georgia. "Non c'è niente di sbagliato nel dire, sai, che hai ricalcolato". 

La telefonata

Nella conversazione Trump sembra essere alla ricerca di quei quasi 12.000 voti di cui ha bisogno per vincere i ricorsi contro i presunti brogli elettorali denunciati all'indomani delle elezioni del 3 novembre. 

"... Abbiamo vinto le elezioni, e non è giusto portarcelo via in questo modo", dice Trump nel corso della telefonata. “E sarà molto costoso in molti modi. E penso che tu debba dire che lo riesaminerai e lo potrai riesaminare, ma riesaminalo con persone che vogliono trovare risposte, non persone che non vogliono trovare risposte ".

Quando alla sua richiesta Raffensperger risponde che questi dati sono sbagliati, Trump incalza facendo appello alla rabbia degli elettori. 

"La gente della Georgia è arrabbiata, la gente del paese è arrabbiata", ha sottolineato. 

​Sia Raffensperger che Germany, presente durante la telefonata, hanno respinto alcune affermazioni di Trump, sostenendo l'impossibilità dei brogli. 

"Sapete cosa hanno fatto e non lo state segnalando. Questo è un reato penale", ha incalzato Trump nella telefonata, aggiungendo," non puoi lasciare che accada. Questo è un grosso rischio per te e per Ryan, il tuo avvocato".

Il presidente ha poi ricordato a Raffensperger le elezioni in attesa del ballottaggio in Georgia tra i senatori repubblicani  in carica, David Perdue e Kelly Loeffler, ei candidati democratici Jon Ossoff e Raphael Warnock.

"Hai una grande elezione in arrivo e per quello che hai fatto al presidente - sai, la gente della Georgia sa che si trattava di una truffa", ha continuato il presidente, aggiungendo: "A causa di quello che hai fatto al presidente, molte persone non andranno a votare, e molti repubblicani voteranno negativo, perché odiano quello che hai fatto al presidente".

Il botta e risposta sui social

Il giorno successivo alla telefonata il presidente Trump ha scritto un tweet sulla sua conversazione telefonica, prendendosela con il segretario di Stato della Georgia.

"Ieri ho parlato con il Segretario di Stato Brad Raffensperger della contea di Fulton e delle frodi degli elettori in Georgia. Non ha voluto o non è stato in grado di rispondere a domande come la truffa del 'voto sotto il tavolo', la distruzione delle schede elettorali, gli elettori 'fuori dallo stato', gli elettori morti e altro ancora. Non ne ha la più pallida idea!", ha twittato.

Non si è fatta attendere la risposta del segretario della Georgia, che ha accusato Trump di non dire la verità. 

"Con rispetto, presidente, quello che stai dicendo non è vero. La verità arriverà", scrive in un tweet. 

​Le reazioni 

Le rivelazioni clamorose del Washington Post hanno sollevato richieste di impeachment da quanti ritengono le richieste del presidente Trump fuori dal solco della legalità. 

Carl Bernstein, il giornalista della leggendaria inchiesta Watergate, ha paragonato lo scoop della telefonata di Trump all'inchiesta che portò alle dimissioni del presidente Richard Nixon. 

"Molto peggio del Watergate", ha commentato. "In qualsiasi altro momento immaginabile nella storia degli Stati Uniti, questo nastro porterebbe la leadership di entrambe le parti a chiedere le dimissioni immediate del Presidente degli Stati Uniti", ha scritto su un tweet. 

Kamala Harris, la vice di Joe Biden, ha definito la telefonata "la voce della disperazione" e ha accusato Trump di "abuso di potere".

 

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