20:59 15 Gennaio 2021
Politica
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Per il leader di Azione ed ex ministro, Carlo Calenda, intervistato dall'Adnkronos, "ci vuole un governo Draghi o Giovannini con bravi amministratori" per uscire dalla crisi e risollevare il Paese. E a Renzi dice: "O sai di poterci arrivare oppure smettila con questo tira e molla nel mezzo della pandemia".

"O tu hai chiara l'idea di dove vuoi approdare e allora dici cari signori questo governo non funziona, abbiamo sbagliato, io ho sbagliato e ora ci vuole un governo Draghi o Giovannini con bravi amministratori e sai di poterci arrivare oppure questo tira e molla nel mezzo della pandemia e del piano vaccinale fa ridere”. È quanto afferma in un’intervista all’Adnkronos il leader di Azione e candidato alla corsa al Campidoglio, Carlo Calenda.

“Se Renzi ha la ragionevole certezza di arrivare a un governo Draghi, ben venga. Ma se finisce con un Conte ter e due ministri a Renzi, va preso a pernacchie", ha commentato a proposito della spaccatura in seno alla maggioranza.

Calenda, quindi, si è detto favorevole ad un possibile governo con a capo l’ex numero uno della Bce, sostenuto da quei partiti “che sostengono in Europa la Von der Leyen: un pezzo del M5S meno matto, il Pd, i liberali e Forza Italia perché sono le grandi famiglie politiche europee".

Solo così, secondo il politico fuoriuscito dal Pd, “si salva il Paese”. Altrimenti, ha detto ai microfoni della stessa agenzia di stampa, “da marzo a fine anno assisteremo allo sgretolamento della Repubblica: la crisi economica esploderà in tutta la sua brutalità, il piano vaccinale non funzionerà e il Recovery plan non lo presenteremo e l'insieme di queste tre cose porterà a una crisi generalizzata”.

Un governo “sovranista” delle forze di centrodestra per Calenda non può essere una soluzione. “Salvini e Meloni – attacca - non hanno mai amministrato nulla e allora ricominceremo da capo".

Anche il giudizio sul premier Giuseppe Conte, è impietoso: “Ho un'avversione per i trasformisti e per le persone che usano la retorica al posto della serietà”. Per il leader di Azione l’attuale esecutivo, inoltre, non sarebbe in grado di gestire i fondi del Recovery Fund. “Non vedo il governo Conte in grado di farlo ma neanche la classe politica italiana è in grado di fare questo lavoro", ha detto.

Su un possibile appoggio del Pd e sulle primarie l’appello ai Dem è quello di sedersi ad un tavolo e cercare “di concordare un vicesindaco, un ticket, un programma”.

“Facciamo un lavoro di questo tipo, altrimenti a un certo punto sarò costretto a partire perché non posso continuare ad essere un candidato che non può presentare il suo programma perché in attesa di Godot di queste primarie che non arrivano. A fine gennaio parto, chi c'è c'è", avverte Calenda.

E ancora, insiste, “non ho nessuna intenzione di fare una coalizione per poi arrivare magari a fare il sindaco e la mattina dopo trovarmi con una assemblea capitolina che mi blocca ogni provvedimento come è stato col povero Ignazio Marino, cui hanno fatto esattamente questo scherzo”.

“Questa roba qua non la farò succedere, preferisco – aggiunge - rischiare andando con una lista civica, costruendo una classe dirigente. Questo confronto col Pd va fatto, sennò non ci sono le premesse ma non lo vogliono fare questo confronto".

Infine una battuta sul vaccino. Calenda assicura di essere determinato a ricevere il siero anti-Covid. “Io e i miei figli – ha detto - facciamo regolarmente il vaccino e faremo anche questo".

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