00:18 14 Maggio 2021
Politica
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Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha parlato in un'intervista a Sputnik se sia possibile contare sull'estensione del Trattato sulla riduzione delle armi strategiche offensive (Trattato New Start) e sul mantenimento del Trattato sui Cieli Aperti.

Nell'intervista concessa a Sputnik il capo della diplomazia russa Segey Lavrov ha ribadito ancora una volta che la proroga del trattato sulla riduzione delle armi strategiche tra Russia e Stati Uniti non solo gioverebbe a Mosca e Washington, ma anche alla comunità internazionale.

"Mi aspetto che la nuova amministrazione statunitense, proprio come noi, si basi sull'ovvietà del fatto che l'estensione del Trattato START senza condizioni aggiuntive, preferibilmente per il periodo massimo di cinque anni previsto, soddisferebbe gli interessi di sicurezza di entrambi i nostri Paesi e dell'intera comunità internazionale."

Lavrov ha poi espresso maggiore ottimismo per trovare un'intesa prima della scadenza del prossimo febbraio con la nuova amministrazione Biden.

"A giudicare dalle dichiarazioni circolate sui media, la squadra del presidente eletto Biden, a differenza delle nostre attuali controparti nel dialogo, non è interessata a trasformare START in un ostaggio delle sue ambizioni e cercare di "far passare" posizioni ovviamente irrealistiche. Se fosse davvero così, cosa che resta da vedere, rimangono ancora le possibilità di raggiungere un accordo sulla proroga del Trattato prima della sua scadenza nel febbraio 2021."

Riguardo alle prospettive di successo del dialogo tra Mosca e Washington sui meccanismi di controllo degli armamenti, Lavrov ha sottolineato come tutto dipenda dalla volontà della parte statunitense di tenere in considerazione le preoccupazioni della Russia.

"Quanto alla possibile ulteriore interazione con gli Stati Uniti nel campo del controllo degli armamenti, a cui li invitiamo, eventuali negoziati, se e quando inizieranno, porteranno a risultati tangibili solo se la parte americana sarà pronta a tenere conto degli interessi e delle preoccupazioni russe", ha affermato Lavrov, aggiungendo che "la Russia, ovviamente, è aperta a percorrere la sua parte di strada per raggiungere accordi reciprocamente accettabili, elaborati su una base rigorosamente paritaria."

Il ministro degli Esteri russo ha poi cercato di dare una spiegazione sul perchè i negoziati su Start con l'amministrazione Trump si sono arenati, in particolare sul regime di controllo e verifica su cui insisteva la parte americana.

"Un'altra cosa è che il regime di verifica dovrebbe corrispondere pienamente al loro oggetto e ambito. Questo è esattamente quello con cui non siamo riusciti ad accordarci con l'amministrazione statunitense uscente. Le sue richieste di verifica andavano ben oltre ciò che suggeriva la natura di un possibile accordo politico che la parte americana promuoveva in concomitanza con un'estensione a breve termine del Trattato START. Le idee degli Stati Uniti prevedevano procedure di controllo per noi inaccettabili in relazione agli aspetti tecnologici estremamente sensibili del funzionamento del complesso di armi nucleari... senza compiere progressi nella risoluzione delle preoccupazioni russe in questo e nelle aree correlate."

Relativamente al Trattato sui Cieli Aperti, da cui si sono ritirati gli Stati Uniti, Lavrov ha sottolineato la necessità di aggiungere garanzie legali per cui gli Stati firmatari si impegnano a non trasmettere a terze parti i dati e le informazioni ottenute in base ai voli di osservazione.

"Il Trattato sui Cieli Aperti non contiene riferimenti diretti alla natura chiusa delle informazioni ricevute dall'equipaggiamento di osservazione durante i voli, così come alle restrizioni all'accesso a tali informazioni. Oggi a seguito del ritiro degli Stati Uniti dal trattato, ovviamente non è sufficiente alla luce del fatto che siamo venuti a conoscenza delle richieste degli Stati Uniti ai suoi alleati di trasferire i risultati dei voli di osservazione sulla Russia. Tenendo conto di questa nuova situazione, abbiamo chiesto agli Stati firmatari chiare garanzie legali dell'adempimento in buona fede dei loro obblighi. Abbiamo presentato la corrispondente proposta e stiamo aspettando una risposta dai nostri partner," ha dichiarato Lavrov.

Sulla reazione degli altri Paesi del Trattato sui Cieli alle richieste di Mosca, Lavrov ha rilevato la mancanza di chiarezza e le pressioni statunitensi.

"Hanno cercato di convincerci che le disposizioni esistenti sono sufficienti. Altrettanto vaga è stata la risposta alla nostra seconda richiesta di garantire la possibilità di effettuare voli d'osservazione sull'intero territorio degli Stati partecipanti, comprese le strutture dei Paesi non aderenti al trattato ma presenti nel territorio delle nazioni firmatarie. Abbiamo dati per cui agli Stati Uniti non piacerebbe molto e cercano di convincere i loro alleati a ostacolarci".

Infine il ministro degli Esteri russo ha chiarito a quali condizioni Mosca è disposta a proseguire la collaborazione alll'interno del Trattato sui Cieli Aperti.

"Siamo pronti a continuare la cooperazione solo nella consapevolezza che in un futuro molto prossimo tutti gli Stati che rimangono nel Trattato ci daranno garanzie legali dirette e ferme della loro disponibilità a conformarsi ai nuovi standard e richieste. Finora non abbiamo ricevuto tali garanzie, quindi l'ulteriore destino del Trattato resta un grande interrogativo."
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trattato Start, Difesa, Sicurezza, Diplomazia Internazionale, Politica Internazionale, Armi, USA, Russia, Sergey Lavrov
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