01:35 17 Gennaio 2021
Politica
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Romano Prodi ha le idee chiare su come andrebbe organizzato il Recovery plan. Non serve la Task force, i ministri sono i responsabili e c'è il Cipe che si può rafforzare. E a Conte e Renzi manda un messaggio.

L'ex primo ministro italiano Romano Prodi dice la sua sulla crisi di governo che si è aperta in seno alla maggioranza e lo dice direttamente al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al leader di Italia Viva Matteo Renzi.

Al primo consiglia di “fare presto”, perché “il tempo delle mediazioni si sta esaurendo”, mentre al secondo e cioè a Renzi, fornisce un consiglio ciclistico, di andare “adagio nelle discese e attento alle curve”.

Per quanto riguarda il fondo per la ripresa previsto dal piano Next Generation EU, Prodi crede che bisogna fare in fretta perché “ogni giorno perso fa avvicinare il rischio che, senza idee e strategie precise, gli aiuti si trasformino da premesse di cambiamento strutturale in debito”, dice al Corriere della Sera.

Prodi dice di non vedere nell’attuale governo la capacità di preparare in tempo i progetti che dovrebbero legittimare l’uso dei 209 miliardi di euro di aiuti.

Si resta troppo sul generico per Prodi e non si dice quali autorità devono decidere e “quali sono le procedure e gli atti necessari per arrivare alle decisioni”.

La Task force per il Recovery plan

Prodi boccia l’idea di una Task force ad hoc che dovrà gestire i fondi del Recovery plan e afferma limpido:

“Sono convinto che la responsabilità politica sia del premier e dei due ministri dell’Economia. Il coordinamento delle decisioni deve fare capo ad una struttura finalizzata allo scopo” e prodi indica nel Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) tale struttura.

Un struttura depotenziata che si potrebbe rafforzare “anche inserendo consulenti esterni, tuttavia “deve essere lo Stato a tenere in mano le fila” e le redini dei 209 miliardi di euro e non strutture parallele.

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