04:23 10 Maggio 2021
Politica
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La Russia non vede la necessità di rivedere l'accordo di Dayton per la pace in Bosnia-Erzegovina, soprattutto se tali tentativi vengono effettuati dall'estero, ha affermato oggi il capo della diplomazia di Mosca Sergey Lavrov.

"Durante i colloqui al ministero degli Esteri e in un incontro con il membro della Presidenza della Bosnia Erzegovina Milorad Dodik abbiamo riaffermato il fermo e fondato sostegno della Federazione Russa all'accordo di Dayton, che assicura la sovranità e l'integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina e garantisce ampi poteri costituzionali per i popoli costituenti e pari diritti per tutti e tre le comunità. Non vediamo alcuna necessità di rivedere l'accordo di Dayton, soprattutto quando le iniziative rilevanti provengono dall'esterno", ha detto Lavrov in una conferenza stampa, tenuta dopo i suoi colloqui con il ministro degli Esteri della Bosnia-Erzegovina Bisera Turkovic.

Questo accade dopo che due dei tre membri che compongono la Presidenza della Bosnia ed Erzegovina, Zeljko Komsic (per i croati) e Sefik Dzaferovic (per i bosniaci), si sono rifiutati di incontrare Lavrov, attualmente in visita ufficiale nel Paese balcanico.

Lavrov avrebbe dovuto parlare questa mattina con Komsic, Dzaferovic e Milorad Dodik.

Tuttavia Komsic e Dzaferovic hanno affermato in una dichiarazione congiunta che non avrebbero preso parte all'incontro, motivando il loro malcontento per il fatto che la bandiera nazionale della Bosnia ed Erzegovina mancava durante l'incontro di Lavrov con il membro serbo della presidenza trilaterale della Bosnia-Erzegovina Milorad Dodik di lunedì e anche per la recente dichiarazione di Lavrov sull'accordo di Dayton che ritengono sia in contrasto con gli interessi della Bosnia.

Secondo Dzaferovic, Lavrov ha affermato di aver rispettato i principi dell'accordo di Dayton.

"Ma quello che ha detto ieri durante la conferenza stampa e quello che ribadisce l'ambasciatore russo, dimostrano il contrario. Rispettare l'accordo di Dayton significa rispettare tutte le sue disposizioni. La prima cosa da menzionare è uno Stato, la sua eredità, la sua Costituzione, la sua bandiera. Questi sono i simboli della Bosnia-Erzegovina e delle sue istituzioni. Dovrebbero essere rispettati, e ieri non abbiamo visto il dovuto rispetto", ha aggiunto Dzaferovic.

Pertanto oggi Lavrov ha incontrato solo Dodik e questa volta la bandiera della Bosnia-Erzegovina è stata collocata nella sala riunioni.

Gli accordi di Dayton, noti anche come Protocollo di Parigi, sono stati stipulati presso la base aerea di Wright-Patterson vicino a Dayton, in Ohio, il 21 novembre 1995, ponendo fine alla guerra in Bosnia e sancendo l'istituzione di un unico Stato sovrano noto come Bosnia ed Erzegovina.

Tags:
Diplomazia Internazionale, Politica Internazionale, Balcani, Bosnia-Erzegovina, Sergey Lavrov, Russia
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