14:49 17 Gennaio 2021
Politica
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Renzi, intervistato dal messaggero, ha illustrato la propria critica nel merito dell'utilizzo del Recovery Fund e ha chiesto al Governo di fare chiarezza.

Qualora dovesse verificarsi una crisi strutturale di governo, il Parlamento dovrebbe prendersi la responsabilità di verificare l'esistenza di una maggioranza alternativa prima di valutare l'ipotesi del ritorno alle urne.

Ad affermarlo, in un'intervista al Messaggero, è il leader di Italia Viva Matteo Renzi:

"Prima occorre verificare se c'è una maggioranza. Mi accusano di cercare la rottura ma lavoro per salvare il Paese. Scommetto su un ampia compagine parlamentare per andare a elezioni nel 2023".

L'ex presidente del Consiglio ha quindi ribadito la propria critica nei confronti di ogni possibile esautorazione del Parlamento e del Governo attraverso la nomina di una task force di esperti che si occupi della distribuzione del Recovery Fund:

"Riguardo il Recovery, "Ci sono duecento miliardi di euro che appartengono ai nostri figli, che noi prendiamo in prestito aumentando il debito pubblico e che servono per il futuro dell'Italia. Non accetto che qualcuno voglia spenderli alla chetichella, senza passare dal Parlamento. E non accetto che qualcuno possa esautorare il governo con task force e poteri sostitutivi. Io non lavoro per la crisi del governo, lavoro per evitare la crisi del Paese”, ha chiarito Renzi.

La critica di IV

I problemi principali concernenti l'utilizzo dei fondi europei, secondo l'ex sindaco fiorentino, sono da rintracciarsi soprattutto nel metodo proposto dall'esecutivo:

"Il problema di metodo è enorme. Siamo onesti intellettualmente: se questa proposta di governance l'avesse avanzata Silvio Berlusconi oggi ci sarebbero le manifestazioni di piazza e la protesta degli intellettuali. Un enorme girotondo virtuale unirebbe l'Italia e le istituzioni accademiche pullulerebbero di allarmi sulla tenuta democratica. I Dpcm sono una discutibile risposta all'emergenza sanitaria. Inserire la governance del progetto di rilancio del Paese in un emendamento di bilancio che arriva in piena notte ai ministri è inaccettabile", è stata la dura critica di Renzi.

Per quanto riguarda il merito, invece Renzi ha definito la situazione meno importante ma altrettanto assurda:

"Mi chiedo e le chiedo: ma si può sapere chi ha deciso che alla Sanità vanno nove miliardi? Leggo il ministro Speranza contrariato perché la cifra è esigua. Dunque neanche il ministro della Salute, interessato, era informato. Le sembra un modo corretto di procedere?", ha detto ancora Renzi, il quale ha poi rammentato come la cifra prevista per la sanità, qualora dovesse essere confermata, sarebbe addirittura inferiore a quella assegnata in tempi normali, definendo anche il sostegno per il settore turistico ampiamente insufficiente.

Riguardo al metodo, ha sottolineato ancora Renzi, sarebbe opportuno che la governance arrivasse dopo l'attribuzione dei fondi per ogni capitolo di spesa:

"Conte è partito alla rovescia, volendo prima dire chi li spenderà e solo dopo per far cosa. Per quanto riguarda le cose da fare, appunto, sanità e turismo sono due dossier per noi assolutamente da valorizzare come non è stato fatto, quanto agli altri temi tutta una serie di proposte che stiamo mettendo un punto e annunceremo a breve", ha affermato Renzi che poi ha ribadito l'impegno di IV per contribuire all'uscita dell'Italia dalla crisi.

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