10:11 23 Gennaio 2021
Politica
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La Turchia spera che i leader europei al Consiglio UE del 10-11 dicembre non useranno la "lingua di sanzioni", ha affermato il portavoce del presidente turco Ibrahim Kalin.

Lo scorso giovedì l'agenzia Reuters aveva riferito, citando una bozza di dichiarazione congiunta dei leader dei paesi dell'Unione Europea, che al vertice del 10-11 dicembre a Bruxelles potrebbe essere raggiunto un accordo sull'ampliamento della lista di sanzioni personali già in vigore contro la Turchia per trivellazioni illegali nel Mediterraneo orientale.

La bozza della dichiarazione, come riportato dall'agenzia, sottolinea inoltre che l'UE continuerà a valutare le azioni della Turchia e, in assenza di progressi, potrebbe tornare a questo argomento al vertice di marzo.

"È deludente vedere che al vertice UE sarà discusso l’argomento delle sanzioni contro la Turchia. Spero che i leader europei eviteranno di usare la lingua delle sanzioni e delle minacce contro la Turchia, perché le sanzioni non funzionano mai, hanno l'effetto opposto", ha dichiarato Kalin in una conferenza online organizzata dal German Marshall Fund.

Il portavoce di Erdogan ha aggiunto che l'obiettivo della Turchia è un'agenda positiva e che Ankara vorrebbe "aprire una nuova pagina" nei rapporti con l'UE.

Al momento sono in vigore sanzioni individuali dell'UE per trivellazioni illegali nelle acque che Cipro e la Grecia rivendicano come loro zone economiche esclusive. A novembre l'UE ha prorogato queste sanzioni per un anno, fino al 12 novembre 2021.

L'elenco delle sanzioni attualmente include due cittadini turchi. Queste persone, secondo i funzionari europei, sono responsabili della pianificazione e della gestione delle operazioni minerarie nel Mediterraneo orientale, per le quali non è stato emesso un permesso da Cipro. Le misure includono il divieto di ingresso di queste persone nell'UE e il congelamento dei loro fondi.

In vista del vertice, il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel ha affermato che sono assenti dinamiche positive nelle azioni della Turchia nel Mediterraneo orientale.

Il funzionario ha sottolineato che l'UE vuole relazioni più stabili con la Turchia, ma è pronta a utilizzare gli strumenti a sua disposizione nel caso non ci siano cambiamenti positivi.

Le tensioni nel Mediterraneo orientale

Le tensioni nel Mediterraneo orientale si sono sviluppate per molti mesi intorno all'esplorazione di gas da parte della Turchia nelle acque che Cipro e la Grecia rivendicano come loro zone economiche esclusive. La situazione si è aggravata quest'estate, quando la Turchia ha inviato la nave Oruc Reis, accompagnata da una flotta di navi militari, a perforare quella che la Grecia considera la sua piattaforma continentale.

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