23:04 15 Gennaio 2021
Politica
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Il ministro De Micheli difende le scelte in tema di trasporti fatte dal suo dicastero e scarica la responsabilità sul mancato scaglionamento degli orari e sull'insistenza delle regioni di mezzi al 100%.

Il ministro dei Trasporti Barbara De Micheli difende le scelte fatte in tema di trasporti e ricorda che il Governo ha messo 1,2 miliardi di euro per potenziare il trasporto pubblico durante questa pandemia, e che dopo il lockdown primaverile i mezzi di trasporto erano stati previsti con una capienza al 50%, “scuole chiuse, scaglionamento di tutte le attività produttive e smart working: è andato tutto bene. A settembre le cose non sono andate nello stesso modo”, spiega il ministro.

A non andare bene sarebbero stati due fattori, il primo riguarda l’insistenza delle regioni di volere un trasporto pubblico al 100% della capienza.

“Nonostante la richiesta delle Regioni di riempimento al 100% per noi non fosse accettabile, abbiamo accettato un riempimento del 100%”.

Il secondo fattore scatenante sarebbe stato il non scaglionamento degli orari delle attività produttive e in particolare della scuola.

“L’indicazione che era scritta nel DPCM sullo scaglionamento degli orari non è stata attuata”.

La De Micheli afferma anche che avevano come governo autorizzato “le Regioni a prendere pullman per corse aggiuntive, in parte è stato fatto”.

Come affrontare la riapertura a gennaio

E quindi il ministro si domanda: “Come facciamo per affrontare l’eventualità di una riapertura delle scuole dal 7 gennaio? Dobbiamo rimettere insieme le migliori condizioni sul piano organizzativo”.

E afferma che ci saranno 20 milioni e mezzo di chilometri in più, ovvero 9700 mezzi di trasporto in più, ma insiste: “Necessario lo scaglionamento degli orari”.

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