15:01 24 Gennaio 2021
Politica
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Beppe Grillo ha trovato due soluzioni per arricchire le casse dello Stato italiano in brevissimo tempo. La prima riguarda la riscossione di Imu e Ici non versata dalla Chiesa cattolica e la seconda è la patrimoniale ai super ricchi.

Beppe Grillo torna a parlare del Mes e con un brevissimo titolo riassume tutto il suo discorso sul perché non serve scomodare il “Fondo salva Stati” per rinnovare la Sanità italiana.

I soldi ci sono scrive Grillo e oltre ai “fondi strutturali, scostamenti di bilancio, Recovery Fund ecc…”, ci sono anche i soldi della Chiesa Cattolica italiana.

Le sue proposte “che porterebbero un sacco di miliardi nelle casse dello Stato in poco tempo, semmai ce ne fosse bisogno” sono molto semplici.

I soldi li ha la CEI

La prima è “far pagare l’Imu e l’Ici non versata sui beni immobili alla Chiesa. Grillo ricorda che nel “novembre del 2018, una sentenza della Corte di giustizia europea, ha stabilito che lo Stato italiano deve riscuotere l’Ici non versata dalla Chiesa Cattolica tra il 2006 e il 2011 in virtù di una deroga concessa dal governo Berlusconi, successivamente ritenuta irregolare”.

Secondo i calcoli di Beppe Grillo i numerosi edifici di proprietà della Chiesa cattolica “portano alle casse della Chiesa 620 milioni di euro all’anno dall’Imu non pagata”.

Grillo per edifici intende gli ospedali e le case di cura, gli ambulatori e i consultori familiari, le scuole di ogni grado d’istruzione di proprietà della Chiesa cattolica e che svolgono servizio pubblico sul territorio italiano.

Secondo Grillo queste strutture devono essere sottoposte “alla stessa tassazione a cui sono sottoposti anche tutti gli altri immobili di proprietà di privati cittadini”.

Al netto, secondo Grillo, le casse dello Stato potrebbero beneficiare di 5 miliardi di euro di extra gettito chiedendo “l’Imposta comunale sugli immobili (Ici) non pagata dalla Chiesa” ma anche “dagli enti no profit tra il 2006 e il 2011”.

Cosa fare con i soldi Imu dati dalla Chiesa?

Grillo scrive che con quei soldi si potrebbe estinguere la plastic tax, le tasse sul biodisel, oltre ad evitare l’aumento sui bolli per gli atti giudiziari.

Patrimoniale sui super ricchi

Per quanto riguarda la seconda proposta Grillo, si dice contento che la patrimoniale sui redditi sopra i 500 mila euro non passerà – “fortunatamente, non è passata e quindi capitolo chiuso” –, tuttavia “l’Elevato” pensa a una patrimoniale che colpisca solo i super ricchi.

Secondo i suoi calcoli questi sono 2.774 in Italia e posseggono più di 50 milioni di euro come patrimonio personale ed in totale gestiscono un patrimonio da 280 miliardi di euro afferma l’Elevato.

“Non sarebbe più equo, dunque, rivolgersi a loro piuttosto che al resto della popolazione già stremata da un anno tragico dal punto di vista finanziario, oltre che sanitario?”, si domanda Beppe Grillo.

Il reddito di Beppe Grillo

Secondo Money.it, il reddito dichiarato da Beppe Grillo nel 2017 è pari a 420.807 euro, quindi non molto distante dalla soglia di 500 mila euro proposta da Leu e PD come patrimoniale sui ricchi.

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