10:49 17 Aprile 2021
Politica
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Ignazio Corrao, Rosa D’Amato, Eleonora Evi e Piernicola Pedicini lasciano il M5S in contrasto con il Mes e con la Pac. A Bruxelles si uniranno al gruppo dei Verdi.

Il M5S si spacca a Bruxelles con l'addio di quattro europarlamentari dissidenti in forte contrasto con la linea politica, pubblicato in una nota congiunta e con quattro lunghe e articolate dichiarazioni apparse sulle pagine social dei "dissidenti".

"La frangia ambientalista del M5s al Parlamento europeo, costituita da Piernicola Pedicini, Rosa D'Amato, Ignazio Corrao ed Eleonora Evi, si separa formalmente dalla delegazione pentastellata presente in Europa per poter continuare a portare avanti il proprio programma elettorale, più volte disatteso dall’ambiguo atteggiamento imposto nell’ultimo anno dal M5s stesso”, si legge nella nota congiunta.

La goccia che fa traboccare il vaso è l'ok alla riforma del Mes, su cui l'Italia aveva precedentemente imposto il veto, ma anche altre battaglie legate alla difesa dell'ambiente, come la Pac, l'Ilva di Taranto. 

"La decisione è stata resa necessaria dall'impossibilità di portare avanti con coerenza la difesa di questi temi, all'interno della delegazione del M5s, il cui operato oggi diverge irrimediabilmente sia dall'impegno preso con gli elettori sia dalle aspirazioni originarie del MoVimento", prosegue la nota.

Il movimento non esiste più

"Bisogna guardare in faccia alla realtà - scrive l'eurodeputato Pedicini, portavoce del M5S a Bruxelles - e ammettere che quel Movimento non esiste più".

Pedicini contesta al movimento la "rinuncia alle sue battaglie per l’ambiente e per la salute come nel caso dell’ILVA di Taranto, della TAV, della TAP, che nella PAC rinuncia a combattere contro l’agricoltura industriale e favorisce l’allevamento intensivo e l’uso di fitofarmaci". 

Già la scorsa estate, Pedicini assieme a Corrao e D'Amato, era stato sospeso per aver votato contro il pacchetto Ue anticrisi, perché comprendeva il Mes. Reintegrati, assieme alla Evi, erano poi entrati in polemica per il voto sulle politiche agricole comunitarie, per l'assenza di una visione ambientalista e anti-ong.

Pedicini ritiene che il movimento abbia tradito le istanze di democrazia diretta, con le decisioni affidate a un capo politico che ha il potere di epurare "le teste pensanti" dal movimento.  

"Con questo mio post proverò a toglierlo dall’imbarazzo perché non sono il tipo che si fa cacciare, piuttosto vado via da solo!", scrive.

Il tradimento di una storia d'amore

Ignazio Corrao dice di sentirsi "tradito in una intensa storia d'amore".

Il movimento "di cittadini che si mettevano in gioco" adesso "progressivamente rimpiazzati da professionisti della disinformazione e avanzi di sistema", con l'abbandono dei punti fondamentali del programma come "la giravolta sul MES, con annessa presa in giro.

Dire lo avalliamo ma "non lo attiveremo" è una clamorosa offesa a chiunque possiede un cervello e anche una incredibile violazione del programma elettorale.

Il nostro impegno con i cittadini era di fare il massimo per smantellare, liquidare il fondo salva stati e altri strumenti di austerity.", scrive Corrao nel suo post di addio al movimento, in cui parla di "aria irrespirabile all'interno". 

La lotta per l'ambiente

Anche per la D'Amato il movimento ha cessato di esistere da un pezzo e "la realtà ne sta distruggendo il ricordo". Il riferimento è alle politiche per l'ambiente "quella "stella che dovremmo portare in alto a Bruxelles. Noi siamo stati votati per questo, e con coerenza continueremo a portare avanti queste battaglie. Non siamo stati 'nominati". 

Il tradimento di lotte e identità

Dello stesso tenore l'addio di Eleonora Evi, che ritiene il M5S abbia tradito le sue battaglie e la sua identità, e punta il dito contro i vertici per aver deciso "deliberatamente di calpestare la democrazia interna".

"Lentamente e sotto traccia, in modo insidioso e subdolo, il MoVimento ha iniziato a cambiare pelle - accusa -. Che dico, fosse solo una questione esteriore sarebbe ancora recuperabile. Ma la trasformazione è, purtroppo, molto più profonda e tocca il cuore e l’anima di questo progetto politico".

Il commento di Di Battista

Il leader del movimento Alessandro Di Battista è intervenuto nel dibattito e ha definito uno sbaglio abbandonare il M5S. 

"Questa vostra scelta mi dispiace e come ti ho detto tante volte per me è un errore", ha scritto.

 

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