03:47 28 Novembre 2020
Politica
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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è espresso fermamente contro il ritorno al Piano d'azione congiunto globale (JCPOA) sul nucleare iraniano.

"Il ritorno al precedente accordo nucleare è inaccettabile. Dobbiamo attingerci a una politica intransigente sul non consentire all'Iran di sviluppare armi nucleari", ha affermato Netanyahu in una cerimonia dedicata al 47° anniversario della morte del primo capo del Consiglio dei Ministri israeliano David Ben-Gurion.

Inoltre, secondo Netanyahu la posizione di Israele sulla questione del nucleare iraniano ha cambiato l'atteggiamento dei paesi arabi nei confronti di Tel-Aviv.

"Grazie alla nostra posizione risoluta contro la creazione di armi nucleari da parte dell'Iran, nonché la nostra opposizione all'accordo nucleare con l'Iran, molti paesi arabi hanno cambiato significamente il loro atteggiamento nei confronti di Israele", ha detto il primo ministro.

Accordo sul nucleare iraniano del 2015 (JCPOA)

Il JCPOA è stato firmato nel 2015 da Iran, Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, insieme all'Unione Europea.

L'Iran avrebbe dovuto ridimensionare il suo programma nucleare e ridurre drasticamente le proprie riserve di uranio in cambio dell’annullamento delle sanzioni.

Tuttavia, nel 2018 il presidente americano Donald Trump ha annunciato il ritiro unilaterale dall'accordo, avviando la strategia di nuove, rigide, sanzioni nei confronti dell’Iran.

Accordo sulla normalizzazione dei rapporti 

Gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein hanno firmato con Israele un accordo sulla normalizzazione dei rapporti. La cerimonia della firma dei documenti si è svolta alla Casa Bianca, in quanto gli accordi sono stati raggiunti con la mediazione attiva degli Stati Uniti. Il presidente americano Donald Trump, promotore di questi accordi, ha dichiarato che cinque o sei Paesi potrebbero raggiungere intese diplomatiche simili con Israele in futuro.

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