07:47 05 Dicembre 2020
Politica
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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha esortato Bruxelles a rispettare alle sue promesse, specialmente quella che riguarda l'adesione del paese all'Unione Europea.

Erdogan, nel suo discorso ai membri del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (APK) ha sottolineato che la Turchia si è sempre considerata una parte dell'Europa:

"Mantenete le promesse fatte ad Ankara, dall'adesione all'UE a pieno titolo al problema dei migranti. Questo ci permetterà di promuovere la cooperazione in maniera congiunta ed efficace", ha affermato oggi il presidente turco.

Erdogan ha anche sottolineato che la Turchia si è sempre considerata una parte dell'Europa.

Nel mese di dicembre è previsto un nuovo vertice tra Unione Europea e Turchia, ma negli ultimi mesi i rapporti sono rimasti piuttosto tesi, per via della questione migranti e della crisi nel Mediterraneo orientale, dove la nave di ricerca turca Oruc Reis ha compiuto alcune missioni di esplorazione di nuove risorse energetiche.

In precedenza il presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen aveva affermato che l'UE comprende i problemi della Turchia con i rifugiati e le fornisce finanziamenti per la loro accoglienza ma ciò non giustifica i tentativi di intimidire i paesi vicini.

All'inizio di ottobre Ursula von der Leyen ha avvertito che se la Turchia avesse continuato "le sue azioni illegali" nel Mediterraneo orientale, Bruxelles avrebbe utilizzato "tutti gli strumenti a disposizione", sanzioni incluse.

Le tensioni nel Mediterraneo orientale

Le tensioni nel Mediterraneo orientale si sono sviluppate per molti mesi intorno all'esplorazione di gas da parte della Turchia nelle acque che Cipro e la Grecia rivendicano come loro zone economiche esclusive. La situazione si è aggravata quest'estate, quando la Turchia ha inviato la nave Oruc Reis, accompagnata da una flotta di navi militari, a perforare quella che la Grecia considera la sua piattaforma continentale.

Crisi dei rifugiati

La crisi migratoria al confine turco-greco è scoppiata a marzo di quest'anno dopo che Ankara ha annunciato che non avrebbe più bloccato al confine i rifugiati diretti verso l'Europa, se questa non avesse appoggiato la sua azione nella provincia siriana di Idlib. La nuova ondata di migranti ha iniziato a riversarsi in Turchia proprio in seguito all'escalation militare a Idlib, in una zona occupata da miliziani e terroristi. Migliaia di migranti si sono riversati verso le frontiere con la Grecia e la Bulgaria ma le autorità dei paesi europei hanno respinto l'ingresso clandestino.

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