18:20 29 Novembre 2020
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Non si placano le polemiche sulle frasi pronunciate dal presidente della commissione Antimafia Nicola Morra su Jole Santelli. Lega e FdI disertano i lavori della commissione per protesta. Il senatore grillino su Twitter chiama "amici della mafia" quelli che chiedono le sue dimissioni. E Salvini replica: "Lo querelo".

Matteo Salvini ai microfoni di SkyTG24 torna a chiedere con forza le dimissioni del presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra. “Spero che il ‘signor’ Morra si dimetta, non può rappresentare l'Antimafia, la Calabria e l'Italia un piccolo uomo che insulta i malati di tumore e tutti gli italiani”, scrive su Twitter il leader della Lega, che minaccia querela contro il senatore del Movimento 5 Stelle.

“Secondo Morra chi ha chiesto le sue dimissioni sarebbe ‘amico della mafia’, a nome di milioni di italiani querelo questo cretino”, tuona ancora Matteo Salvini, riferendosi ad un post pubblicato sulla pagina Facebook del senatore genovese, che aveva apostrofato così chi in queste ore sta chiedendo un suo passo indietro per le frasi pronunciate a proposito della governatrice della Regione Calabria, Jole Santelli, scomparsa prematuramente a causa di un cancro lo scorso 15 ottobre.

"Era noto a tutti che la presidente della Calabria Santelli fosse una grave malata oncologica. Se però ai calabresi questo è piaciuto, è la democrazia, ognuno deve essere responsabile delle proprie scelte”, aveva detto Morra, intervistato da Radio Capital, commentando l’arresto del presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini.

Parole che hanno scatenato un putiferio. Il Movimento 5 Stelle ha preso le distanze, alcuni parlamentari delle forze di maggioranza lo hanno invitato a scusarsi, mentre Forza Italia, Lega e FdI non smettono di invocare le sue dimissioni.

Al punto che la direzione di Rai 3, ieri, ha deciso di annullare un’intervista al presidente della commissione Antimafia che doveva andare in onda durante la trasmissione “Titolo Quinto”.

È lo stesso Morra a denunciarlo sulla sua pagina Facebook, prima di sfogarsi nella mattinata di sabato ai microfoni della trasmissione di La7, Omnibus: “Il servizio pubblico può tranquillamente intervistare il figlio di Totò Riina e Salvatore Buzzi, però il presidente della commissione Antimafia non può essere scartavetrato dai giornalisti”.

Dichiarazioni alle quali ha fatto seguito un comunicato di scuse della Rai “per le modalità con le quali è stata comunicata questa decisione, sia per il riguardo che sempre va dato agli ospiti dei programmi, sia in particolare se, come in questo caso, rivestono funzioni pubbliche di rilievo”.

Da viale Mazzini, come riferisce Askanews, assicurano che Morra “avrà altre opportunità, sempre attraverso le reti del Servizio Pubblico ed eventualmente nello stesso Titolo V, per esprimere i suoi punti di vista”.

“La decisione di sospendere la partecipazione – ha chiarito la Rai- è stata presa ieri sera poiché da ore era in corso un dibattito particolarmente acceso su un argomento molto delicato che coinvolgeva i malati oncologici”. A prevalere, conclude l’azienda, è stata quindi “la linea della prudenza”.

Intanto i parlamentari di Fratelli d’Italia e della Lega hanno annunciato il boicottaggio dei lavori della commissione Antimafia e dei comitati per le mancate dimissioni di Morra.

In una lettera indirizzata allo stesso senatore grillino e ai presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico, i deputati e senatori della Lega componenti della stessa Commissione sottolineano come “gli ignobili tentativi di aggiustare il tiro hanno soltanto teso a esaltare il senso di stupore e repulsione di tanta parte dell’opinione pubblica” e accusano Morra di aver “esasperato la triste vicenda dividendo, in maniera del tutto inaccettabile, gli italiani in due categorie: chi la pensa come lui, e quindi sarebbe inevitabilmente contro la mafia e quanti, avendo un’idea diversa, sarebbero pertanto a favore della mafia”.

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