07:19 02 Dicembre 2020
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All'inizio di quest'anno il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab aveva annunciato la prima ondata di misure afflittive nell'ambito "dell'emendamento Magnitsky" al disegno di legge sulle sanzioni e contro il riciclaggio di denaro, che interessa 49 persone di strutture legate a Russia, Arabia Saudita, Birmania e Corea del Nord.

La Russia ha vietato l'ingresso di 25 funzionari britannici in risposta alle sanzioni di Londra sul caso Magnitsky, ha riferito oggi la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

"In risposta alle azioni ostili delle autorità britanniche e sulla base del principio di reciprocità la parte russa ha deciso di imporre sanzioni personali contro 25 rappresentanti britannici, a cui è vietato l'ingresso in Russia", ha detto Zakharova in una dichiarazione, pubblicata sul sito del ministero degli Esteri russo.

Mosca ha inoltre esortato Londra ad astenersi da "scontri infondati".

"Tutti i passi ostili non saranno lasciati senza un'inevitabile e proporzionata risposta", ha evidenziato la Zakharova.

La portavoce del dicastero diplomatico russo ha affermato che a luglio il Regno Unito ha imposto sanzioni contro diversi funzionari russi, legati al caso, con "pretesti inverosimili e assurdi".

All'inizio di luglio il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab aveva reso noto nuove sanzioni contro 49 persone e gruppi accusati di violare la legge dell'emendamento Magnitsky provenienti da Russia, Arabia Saudita, Corea del Nord e Birmania.

Queste sanzioni si basano sulla legge precedentemente adottata dagli Stati Uniti nel 2013 e che prende il nome da Sergey Magnitsky, un contabile russo morto in una prigione del suo Paese nel 2019 con l'accusa di aver operato uno schema di frode fiscale. Funzionari e media occidentali si sono affrettati a identificare Magnitsky come un informatore che ha rivelato uno schema di corruzione a livello governativo. Il Magnitsky Act che è stato approvato negli Stati Uniti ha preso di mira funzionari russi accusati di coinvolgimento nella morte di Magnitsky impedendo loro di visitare gli Stati Uniti o di utilizzare le banche americane. La versione britannica delle sanzioni si basa su un modello simile.

Mosca ha insistito sul fatto che non ci sono state negligenze dolose e criminali nella morte in carcere di Sergey Magnitsky. Commentando il caso nel 2013, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che "non c'è stata tortura, come è stato detto, e non c''erano i presupposti per incriminare funzionari" su quanto accaduto al contabile.

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Politica Internazionale, Sanzioni, Russia, Regno Unito
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