03:25 28 Novembre 2020
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Fa discutere l'approvazione in Commissione Affari Costituzionali alla Camera di un emendamento del Pd al decreto sicurezza che abroga la definizione del tetto massimo di stranieri regolari che possono entrare in Italia per lavoro. L'affondo della Lega: "Sanatoria criminale".

I deputati della Lega in commissione Affari Costituzionali già parlano di "sanatoria criminale”. Non è vero che “in seguito a un nostro emendamento, possa entrare chiunque in Italia, che si rinunci a qualsiasi programmazione”, rivendica invece Stefano Ceccanti, parlamentare del Pd, primo firmatario della modifica al decreto sicurezza che prevede l’abrogazione della definizione delle quote di stranieri che possono entrare in modo regolare per lavorare sul territorio italiano attraverso i decreti flussi.

Una misura che ha fatto insorgere il centrodestra. “Stiamo parlando di ingressi programmati e regolari per lavoro – chiarisce lo stesso Ceccanti su Twitter citando un articolo di Avvenire - mentre oggi, se entro il 30 novembre il governo non vara una programmazione, bisogna in seguito, anche in caso di bisogni ulteriori, non superare il limite preesistente, qui si è tolto il vincolo temporale del 30 novembre e quindi il Governo può decidere di fissare un tetto anche maggiore”.

“Il governo – continua il deputato Dem – fissa comunque un tetto sotto la propria responsabilità, quello che è tolto è un vincolo cronologico che prescinde dalle dinamiche economiche effettive”.

Una versione che non convince i leghisti che, citati da Repubblica, accusano il governo di voler spalancare le porte ai migranti “di fronte a una crisi epidemiologica dilagante”. 

“Una follia”, la definisce su Facebook l’ex sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni. “Italia in ginocchio, bar, negozi e ristoranti chiusi, cittadini senza lavoro e senza reddito, e la sinistra cosa fa? Una nuova sanatoria per avere più immigrati usati come schiavi togliendo il limite di ingresso nel nostro Paese”, commenta.

In sostanza l’emendamento presentato dal deputato Dem, abolisce il limite temporale del 30 novembre, stabilito dalla legge Turco-Napolitano per l’approvazione del “Documento programmatico triennale sull'immigrazione regolare”, da cui dipendono, come spiega la Repubblica, i decreti flussi che indicano proprio le quote massime di immigrati regolari a cui concedere il permesso di soggiorno lavorativo.   

Sulla questione è intervenuto il viceministro Matteo Mauri che, citato dallo stesso quotidiano, ha chiarito come la norma serva “a dare maggiore duttilità a qualsiasi governo, su un limite temporale che non ha senso e sui parametri da adottare per emanare un nuovo decreto flussi”.

Insomma, la rimozione dei vincoli, secondo Mauri, “mette un governo nelle condizioni di decidere”. “Poi – aggiunge - se ne assume le responsabilità".

Secondo Nicola Molteni, intervistato dal Giornale, invece, la conseguenza sarà che “nessun migrante sarà più espulso” e che “l'Italia accoglierà chiunque”. È “una vergogna, una cosa inaccettabile su cui la Lega – promette - non smetterà di dare battaglia”.

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