15:50 24 Novembre 2020
Politica
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Il mistero del libro del ministro della Salute, Roberto Speranza, pubblicato e ritirato dalle librerie. Secondo la trasmissione le Iene dietro la "sparizione" del libro ci sono alcune frasi sulla gestione dell'emergenza che imbarazzano l'esecutivo.

Francesco Borgonovo, giornalista del quotidiano La Verità, è uno dei pochi in Italia ad aver letto il libro sull’emergenza Covid scritto dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Secondo lui il volume, che doveva uscire lo scorso ottobre, non è stato più pubblicato non perché l’autore “non ha tempo per presentarlo”, ma perché contiene una serie di affermazioni che alla luce della seconda ondata sono a dir poco “imbarazzanti”.

A svelarle è un servizio della trasmissione Le Iene, in cui il giornalista, Filippo Roma, ha cercato di capire perché il libro è sparito dagli scaffali delle librerie.

"Perché guariremo. Dai giorni più duri ad una nuova idea di salute", è un diario in soggettiva dei momenti più difficili della scorsa primavera in cui Speranza non lesina critiche neppure al suo stesso governo.

Sul lockdown, ad esempio, rivendica: "Se anziché il 6 marzo questo passo avanti si fosse fatto dopo la mia prima lettera di fine gennaio, oggi saremmo in tutt'altra situazione". In Parlamento, però, nota la iena Roma, era di tutt’altro avviso. Il 27 febbraio scorso, infatti, come mostra un filmato pubblicato nel servizio, Speranza assicurava che "nella maggior parte dei casi il coronavirus comporta sintomi lievi e si guarisce rapidamente e spontaneamente nell'80% dei casi".

“L’Italia – diceva ancora – il nostro Paese, è più forte del coronavirus”. Nel libro, al contrario, rivendica di essere stato uno dei primi sostenitori dell’adozione di misure restrittive, criticando gli aperitivi del sindaco di Milano, Beppe Sala e del leader del Pd, Nicola Zingaretti.

Ma non è l’unica figuraccia. Speranza scrive che dopo la prima ondata “non possiamo più permettere di essere colti disarmati di fronte alla violenza di una eventuale nuova pandemia”. Eppure è proprio quello che è successo in molte regioni d’Italia che ora si trovano a fare i conti con strutture sanitarie al limite delle possibilità.

E ancora, nel libro il ministro promette un “ammodernamento tecnologico delle strumentazioni” e una “rivoluzione dei servizi territoriali” che però non sono mai arrivati nonostante nel testo, si sottolinei ancora che non si tratta di un “libro dei sogni” ma di un “progetto che realizzeremo progressivamente nei prossimi anni”.

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