15:49 28 Novembre 2020
Politica
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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha aperto al dialogo con Forza Italia sulla questione del voto della manovra, tuttavia esclude l'ingresso degli azzurri nella maggioranza.

Nelle scorse ore lo stesso leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, aveva annunciato che FI era pronta a votare a favore dello scostamento di bilancio e a collaborare sulla sua discussione. In relazione a questo lo stesso Conte ha indicato che "non c'è nessun ostacolo" al dialogo con le opposizioni.

Il governo stesso ha indicato come il Premier abbia in precedenza incaricato "i capi delegazione di coinvolgere i capigruppo al fine di verificare la disponibilità a stabilire" un dialogo costruttivo con Forza Italia. Tuttavia, senza un tentativo di "esplorare un allargamento della maggioranza".

Quindi il dialogo riguarderà esclusivamente i contenuti della manovra e lo scostamento di bilancio e non una riorganizzazione della maggioranza.

Sull'apertura di Conte a Berlusconi è intervenuto Federico d'Incà, a Stasera Italia su Rete 4, ministro per i Rapporti con il Parlamento, affermando che la maggioranza, nonostante sia "ben delineata", è aperta a tutte le opposizioni, e che ha sempre accolto le loro proposte. Ha aggiunto che spera "in un passo in avanti" a partire dal prossimo scostamento. È intervenuto anche il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, accogliendo positivamente l'afferamzione del leader di Forza Italia, ovvero che "il primo diritto da affermare e difendere è quello alla salute", sostenendo che in relazione allo scostamento di bilancio verranno "valutate con grande attenzione le proposte avanzate da Forza Italia".

La lettera alla maggioranza sullo scostamento di bilancio

In precedenza Salvini, Meloni e Berlusconi avevano indirizzato una lettera a Giuseppe Conte nel quale si poneva il problema di come sarebbero stati spesi gli ulteriori 25 miliardi di euro dello scostamento di bilancio.

“Il governo ci chiede ancora una volta di consentire, in Parlamento, un nuovo scostamento di bilancio. Una misura grave, di fronte alla quale ancora una volta siamo pronti a fare la nostra parte, ma questa volta, signor Presidente del Consiglio, non lo faremo al buio”.

Tra le proposte del centrodestra c'erano l’esenzione dal versamento del secondo acconto IRPEF/IRES 2020 per gli esercenti attività d’impresa, arte o professione soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità, la riduzione del 30% dei coefficienti di calcolo dell’IMU, e l’esenzione dell’IMU per i paesi sotto i 3mila abitanti e per gli immobili commerciali e produttivi sfitti.

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