18:25 29 Novembre 2020
Politica
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Le Regioni devono comprendere che dalla zona rossa non si esce in zona gialla, ma bisogna avere gradualità per non bruciare il risultato ottenuto. Così il sottosegretario alla Salute Zampa.

La possibilità di riaprire tutto è subito dopo essere state zona rossa, le Regioni non l’hanno. “Per fortuna ci sono miglioramenti, ma chiedere ai presidenti di regione di avere la pazienza di consolidare i risultati è la strada che bisogna percorrere”, dice il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa (PD) intervenendo ad ‘Agorà’ su Rai 3.

“Se ottieni un risultato e lo bruci subito – ragiona la senatrice Zampa –, si fa il bis dell’estate”, quando le scelte politiche di maggiore libertà hanno portato alla fiammata dei contagi di oggi.

Su questo anche il professore Massimo Galli del Sacco di Milano si espresso con preoccupazione, sperando che il Natale non venga trasformato in un secondo Ferragosto.

I 21 indici

“Il criterio dei 21 indici è in vigore da aprile, è un metodo di lavoro comune, di cui hanno fatto parte anche le regioni, che va avanti da molti mesi”, spiega Zampa a proposito delle recenti e numerose richieste di chiarimenti da parte delle Regioni su quali sono i parametri che l’apparato che gestisce l’emergenza sanitaria usa per decidere le aree del Paese che passano da una zona all’altra.

“Il sistema dei parametri è molto raffinato” dice Zampa e ricorda che “i 21 criteri sono stati decisi nella Cabina di regia. Non è il Cts che ha messo a punto quel sistema, che è molto raffinato”, ha ribadito.

Come sarà il Natale

Il sottosegretario Zampa ricorda che è “ovvio che dire ‘Natale non potrà essere quello conosciuto’, non tiene conto dell’aspetto emotivo. Faremo di tutto affinché Natale rimanga il più tradizionale possibile, ma le persone comprendono che non si possa cedere alla tentazione di rivedere il film già visto in estate”.

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Politica Italiana, Coronavirus
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