14:57 28 Novembre 2020
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UE preoccupata per i piani di Israele sulla costruzione di alloggi a Gerusalemme Est

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Il capo della diplomazia dell'UE Josep Borrell si è detto profondamente preoccupato per i progetti delle autorità israeliane di costruire nuove case a Gerusalemme Est.

"Sono profondamente preoccupato per la decisione delle autorità israeliane di annunciare una gara d'appalto per la costruzione di edifici residenziali per un nuovo insediamento a Givat Hamatos", ha dichiarato Borrell in una nota.

Qualsiasi costruzione di insediamenti causerà gravi danni alle prospettive di uno Stato palestinese vitale e contiguo, ha aggiunto.

"L'UE ha ripetutamente invitato Israele a porre fine a tutte le attività che riguardano insediamenti. Resta ferma la posizione dell'UE sul fatto che gli insediamenti sono illegali secondo il diritto internazionale", ha affermato il diplomatico.

Secondo quanto riferito dall'organizzazione per i diritti umani Shalom Ahshav, il ministero dell'Edilizia israeliano ha pubblicato un bando per la costruzione di 1.257 unità abitative nell’insediamento di Givat Hamatos a Gerusalemme Est.

Le attività di costruzione nella Cisgiordania occupata e nell'annessa Gerusalemme Est, dove già risiedono circa 600.000 israeliani, provocano complicazioni nelle relazioni tra Israele e la comunità internazionale ed è uno dei principali ostacoli alla ricerca della pace con i palestinesi, che le percepiscono come una politica di consolidamento dello Stato ebraico sui territori conquistati.

Il piano USA su Gerusalemme

La possibilità di annessione degli insediamenti da parte di Israele apre il piano degli Stati Uniti per una soluzione israelo-palestinese, presentato il 28 gennaio a Washington dal presidente Usa Donald Trump in presenza del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Il progetto della Casa Bianca riconosce Gerusalemme come la capitale unica e indivisibile di Israele, apre a Israele l'opportunità per l'annessione, oltre ai territori palestinesi in Cisgiordania, della Valle del Giordano, e propone la creazione di uno stato palestinese smilitarizzato privo di controllo sui suoi confini e spazio aereo. Come futura capitale della Palestina, il piano propone il villaggio di Abu Dis nella periferia orientale di Gerusalemme, situato dietro una barriera di sicurezza.

 

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