04:31 29 Novembre 2020
Politica
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Giuseppe Conte delude chi crede che a dicembre, anche con una curva dei contagi bassa, si potrà riaprire tutto e vivere un "Ferragosto natalizio".

Anche se si dovesse confermare un “abbassamento dell’Rt non significa che siamo fuori pericolo, ma che le misure funzionano”, dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in collegamento con l’evento Cgil Futura 2020, dedicato al lavoro, all’innovazione e all’ambiente.

E a quanti si illudono di trascorrere il Natale come hanno trascorso il Ferragosto, Conte dice:

“A dicembre non potrà riaprire tutto, dovremo sempre convivere con un virus che starà circolando”, tuttavia se “riportiamo sotto controllo la curva”, aggiunge Conte, “possiamo evitare misure più restrittive”.

Si andrà avanti così, e non c’è scorciatoia possibile come ha scritto Bonaccini oggi, fino a che non arriverà il vaccino per tutti.

Gli errori sul sistema sanitario

Conte ammette che c’è stato un errore del Governo sul piano sanitario, affermando che “sicuramente c’è stata scarsa incisività sulla medicina territoriale, ma dobbiamo sottolineare che veniamo da anni di politiche sanitarie che avevano fatto scelte completamente diverse sugli investimenti”.

Conte parla di un segnale già dato con lo stanziamento di 30 milioni di euro per coinvolgere “di più nel controllo dell’emergenza” i medici di base, a cui di recente è stato rinnovato il contratto.

I Covid-Hotel

Presto arriveranno i Covid-Hotel ha ricordato Conte. Come nella prima fase della pandemia verranno istituiti alberghi dove i positivi al coronavirus potranno trascorrere il periodo di isolamento se non possono farlo a casa.

La Protezione civile è incaricata di individuare strutture ricettive in tutte le province italiane. Servono infatti almeno 20 mila posti.

Le scuole non sono un focolaio

Conte ragiona anche sulla scelta del Governo di tenere le scuole aperte, nonostante alcune Regioni abbiano deciso diversamente affidando tutto alla DAD, anche per i più piccini.

“I nostri dati ci dicono che le scuole non sono focolai. Poi è chiaro quello che avviene intorno alle scuole, prima e dopo, può costituire un focolaio”.

E il premier spezza una lancia a favore delle nuove generazioni:

“L’esperienza ci dimostra che i ragazzi rispettano molto le regole”, anche se “poi il fine settimana succedono altre cose, e lo sappiamo”.

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Coronavirus, Giuseppe Conte
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