02:39 28 Novembre 2020
Politica
URL abbreviato
101
Seguici su

Il governo federale dell'Etiopia sta conducendo una operazione militare nella regione settentrionale del Tigre contro il governo locale, reo di aver attacco due basi militari federali.

L'operazione militare del governo federale dell'Etiopia contro il governo della regione del Tigré continua. L'aviazione militare di Addis Abeba ha bombardato armi e depositi di carburante e l'esercito ha annunciato di aver riconquistato la città di Humera e di stare avanzando a sud sulla strada per Sheraro. 

Secondo Addis Abeba l'operazione a oggi ha portato la neutralizzazione di 550 combattenti nemici e 29 prigionieri.

L'operazione militare è stata lanciata il 4 novembre dal primo ministro Abiy Ahmed, che ha accusato il partito al governo nella regione, il Fronte popolare di liberazione del Tigré (NPLF), di aver attaccato due basi militari federali, oltrepassando la linea rossa nel suo tentativo di destabilizzare il Paese, cosa che però le autorità locali hanno negato.

Alle richieste dell'Unione Africana per un cessate il fuoco, Abiy ha dichiarato che “le operazioni cesseranno non appena la giunta criminale sarà disarmata e sarà ripristinato il controllo legittimo della regione "

Una grave situazione umanitaria

Nel Tigré la situazione umanitaria è preoccupante: sono almeno 11.000 gli etiopi che hanno attraversato il confine occidentale con il vicino Sudan. Il numero, che è "probabile che aumenti rapidamente", ha avvertito l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), esortando i paesi vicini a mantenere i loro confini aperti.

L'agenzia delle Nazioni Unite ha anche espresso preoccupazione per gli oltre 96.000 eritrei che vivono in quattro campi profughi nella regione, così come per gli operatori umanitari sul campo. “Le strade sono bloccate, l'elettricità, i telefoni e Internet non funzionano, il che rende la comunicazione quasi impossibile. C'è una carenza di carburante, i servizi bancari sono stati interrotti, il che ha portato a una carenza di denaro", ha detto l'UNHCR.

L'Italia segue “gli sviluppi con particolare attenzione e preoccupazione”, ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio,. "Dall'inizio delle ostilità nel Tigri", ha aggiunto il capo di Farnesina, "abbiamo monitorato la situazione degli italiani nella regione, nonostante le difficoltà di comunicazione dovute all'escalation militare".

Da cosa è stato causato il conflitto

L'NPLT ha dominato la politica etiope per quasi 30 anni dopo il crollo del regime comunista a Mengistu, prima che Abiy salisse al potere nel 2018. Da allora il partito regionale ha denunciato di essere stato messo da parte e che le tensioni con Addis Abeba sono aumentate prima del l'inizio della campagna militare la scorsa settimana.

Mentre i bombardamenti continuano, si teme che il conflitto possa dilagare, riaccendendo le tensioni tra le regioni dell'Amhara e del Tigré, impantanate in una disputa fondiaria su cui si verificano da decenni violenti scontri.

 

Correlati:

Egitto, Sudan, Etiopia accettano di continuare negoziati per l'accordo sulla diga del Nilo Azzurro
Etiopia: invasione di locuste provoca caos nel paese
Tags:
Etiopia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook