03:35 04 Dicembre 2020
Politica
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La regione "zona rossa" deve fare i conti con una crisi economica senza precedenti e le elezioni anticipate per la scomparsa prematura del governatore Jole Santelli. E dopo le dimissioni di Saverio Cotticelli non si placano le polemiche sul nome del prossimo commissario alla Sanità. Conte pensa a Gino Strada ma Spirlì attacca: "Non serve".

La scomparsa prematura del governatore Jole Santelli, lo scioglimento del consiglio regionale, le nuove elezioni, forse a febbraio, le polemiche sul commissario alla Sanità e il nuovo lockdown che rischia di mettere in ginocchio centinaia di imprese.

È questa la cornice in cui si inserisce l’ultimo rapporto di Bankitalia che fotografa il crollo dell’economia della regione nella prima parte del 2020 proprio a causa delle chiusure della scorsa primavera. “L’economia calabrese – si legge nel dossier, citato dall’Agi - è stata fortemente interessata dagli effetti della pandemia di Covid-19”.

"La ripresa dell’attività economica”, continua il rapporto, è stata “insufficiente tuttavia a compensare la forte caduta registrata nei mesi precedenti”. Incertezza e il rischio di “nuove ricadute economiche”, secondo Bankitalia, condiziona famiglie e imprese che registrano "una diminuzione significativa del fatturato delle imprese nei primi nove mesi dell’anno”.

A risentire dei contraccolpi della crisi, ovviamente, è anche l’occupazione. Uno scenario che rischia di essere aggravato ulteriormente dall’istituzione della “zona rossa” nella regione, come aveva confermato nei giorni scorsi lo stesso presidente facente funzione Nino Spirlì. La chiusura, aveva detto in un’intervista a Sputnik Italia, porterà alla “fame nera, la chiusura definitiva di partite iva e di piccole e grandi attività commerciali, l’annientamento del nostro artigianato, la fine del mondo della cultura e dello spettacolo, perdite ingentissime per la produzione agricola, lattiero casearia, enologica”.

“Insomma – aveva commentato il governatore facente funzione - una via senza ritorno per una Calabria che si era preparata, ottimista, ad un cambiamento di rotta, di linguaggio, di azione”.

Le polemiche sul commissario alla Sanità

Intanto resta aperto il nodo del commissario alla Sanità. Dopo le dimissioni di Saverio Cotticelli e Giuseppe Zuccatelli che rischia di seguirlo dopo un filmato pubblicato in rete in cui sosteneva l’inutilità della mascherina, si fa largo la “candidatura” di Gino Strada, sostenuta dal premier Giuseppe Conte. “Può essere un buon nome, in questa prospettiva", ha detto in un’intervista concessa al direttore de La Stampa, Massimo Giannini.

“Stiamo seguendo con la massima attenzione le criticità della sanità calabrese, ancor più in questa difficile fase della pandemia e ci riserviamo ogni valutazione e soprattutto ogni intervento che valga a rafforzare la squadra commissariale e a potenziare servizi sanitari calabresi”, ha assicurato Conte nella stessa intervista.

Spirlì su Gino Strada: "Non ci servono missionari africani"

Chiamare in causa il fondatore di Emergency, però, è inopportuno per Nino Spirlì, che intervistato da La7 dice di non aver bisogno di "missionari africani". "In Calabria ci sono fior di professori - ha detto il governatore facente funzione ai microfoni di Tagadà - si cerchi qui chi si deve occupare della sanità calabrese, non abbiamo bisogno di essere schiavizzati nella nostra sanità, è una vergogna a cui il governo deve mettere fine". 

Proprio per dire basta a “commissari e scelte imposte dall’alto”, invece, manifesteranno a Roma giovedì prossimo, secondo quanto riferisce l’Agi, decine di sindaci calabresi.

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