03:39 28 Novembre 2020
Politica
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Il ministro degli Esteri è intervenuto sullo scontro istituzionale con le Regioni, che protestano contro il governo per le misure di contenimento, chiedendo provvedimenti più leggeri.

"Questo virus ci sta mettendo davanti agli occhi molti problemi. Uno di questi è anche l’organizzazione dello Stato. Così non funziona", ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, intervenendo sullo scontro istituzionale tra Stato e Regioni, che va avanti da alcuni giorni sul nuovo Dpcm, entrato in vigore venerdì 6 novembre, e invocando una riorganizzazione dell'assetto nazionale.

Il ministro Di Maio affida a Facebook le sue riflessioni sulla polemica esplosa con le regioni, in seguito all'assegnazione delle zone rosse e arancioni, con ulteriori restrizioni agli spostamenti e alle attività commerciali.

La pandemia è diventata un terreno di scontro politico, "siamo in una emergenza che non ha precedenti nella storia - scrive Di Maio e c’è chi si sente un proconsole invece che un presidente di Regione. È uno spettacolo indecoroso".

Il dialogo fra Stato e regioni per il ministro è indispensabile e in una situazione di grave crisi sanitaria serve "responsabilità, testa e unità", per adottare le misure necessarie a frenare i contagi e salvare il sistema sanitario.

I provvedimenti disposti nel nuovo Dpcm mettono a dura prova la popolazione, costretta a subire nuove restrizioni, ma "c’è una pandemia e mezzo pianeta è chiuso per lockdown. Le persone muoiono. Ci sono 50enni che finiscono in terapia intensiva". 

"Sono stato il primo a dire che le piazze vanno ascoltate perché ci sono proteste e proteste, non sono tutte uguali - ricorda Di Maio - Ma una cosa, lasciatemela dire, non la comprendo, mi dispiace.
Non capisco adesso questo atteggiamento scontroso e caotico da parte di alcune Regioni e di alcuni Comuni, che oggi dicono il contrario di ciò che dicevano il giorno prima.
Bisogna chiudere, poi no, poi sì, poi lo sconcerto per aver chiuso. Giorni fa reclamavano più autonomia e oggi vogliono meno responsabilità".

Secondo Di Maio è necessario ritrovare l'unità e la "testa" del Paese e invoca, a fine emergenza, una semplificazione e riorganizzazione dell'assetto dello Stato.

Il nuovo Dpcm

In vigore da oggi il nuovo Dpcm che divide l'Italia in tre zone di allerta, con provvedimenti differenziati proporzionali allo specifico rischio epidemiologico. 

Le regole contenute nel nuovo Dpcm prevedono difatti la suddivisione del territorio nazionale in tre fasce di rischio epidemiologico: rossa, arancione e gialla. La zona rossa è costituita da quelle regioni caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto. La zona arancione ha un livello di gravità e rischio elevato mentre la zona gialla, che comprende la maggior parte del territorio italiano, ha rischio e gravità meno elevata. Non è stata assegnata nessuna zona verde, in quanto il contagio è diffuso in maniera capillare in tutte le regioni. 

In zona rossa sono finite Lombardia, Piemonte, Val D'Aosta e Calabria, mentre Sicilia e Puglia sono in fascia arancione. Tutte le altre regioni sono in allerta gialla, con rischio e criticità meno elevate. 

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Luigi Di Maio, Coronavirus, Italia
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