15:42 24 Novembre 2020
Politica
URL abbreviato
Di
659
Seguici su

I governatori delle regioni "rosse" attaccano l'esecutivo: "Decisioni prese sulla base di numeri vecchi, perché non ha chiuso anche Campania e Lazio?". E il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, chiede al premier di ritirare il provvedimento.

Il governatore lombardo, Attilio Fontana parla di “schiaffo” del governo alla Lombardia e ai lombardi. Il reggente della Calabria, Nino Spirlì, di “pregiudizio nei confronti della Sanità calabrese”. Il presidente della regione Piemonte, Alberto Cirio, accusa Conte e Speranza di non aver preso in considerazione il miglioramento dell’Rt del Piemonte. È c’è anche chi punta il dito contro il premier per aver “colorato” le regioni in base all’appartenenza politica.

"Ieri la Regione Lombardia ha avuto 7.758 positivi su 43.716 tamponi con un rapporto al 17,7 per cento, e sulla qualità dei nostri ospedali e sul numero dei posti a disposizione chiunque può verificare - scrive su Facebook il deputato leghista Paolo Grimoldi - eppure la Campania con una giunta di centrosinistra è zona gialla, il livello minimo, mentre la Lombardia con una giunta di centrodestra è zona rossa, il massimo livello. Ognuno tragga la propria conclusione".

“Misure differenziate sono giuste – dice il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri – ma perché il governo tratta bene la Campania che ha una sanità al disastro? Perché la Campania è governata da De Luca che è di sinistra raccomandato e protetto dal governo”.  

I governatori delle regioni “rosse” e “arancioni”, quasi tutti di centrodestra, sono in rivolta e accusano il premier e il ministro della Salute di non aver tenuto conto dei numeri aggiornati.

“Conte ha confermato, durante la sua diretta, che i dati sui quali sono state basate le scelte che portano la Lombardia in 'Fascia Rossa' riguardano il monitoraggio della settimana dal 19 al 25 ottobre – scrive Fontana su Facebook - venerdì sarà il 6 novembre, come gli esperti ci hanno sempre spiegato, i dati di oggi equivalgono alla fotografia dei 7 giorni precedenti, quindi, oggi Conte ha deciso di chiudere la Lombardia con i dati della settimana scorsa, che equivalgono alla situazione epidemiologica di due settimana fa”.

“Questa scelta – tuona il governatore lombardo - non tiene conto dei sacrifici già fatti negli ultimi 10 giorni”. Fontana accusa l’esecutivo di non aver preso in considerazione le richieste degli ultimi giorni arrivate da Palazzo Lombardia. “Le valutazioni devono essere fatte sulla base di dati aggiornati ad oggi, tenendo conto delle restrizioni già adottate in Lombardia, dei sacrifici già fatti dai lombardi in questi dieci giorni per contenere la diffusione del virus, e dai quali registriamo un primo miglioramento”, ha scritto in un altro post.

Stesse accuse rivolte a Conte dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. “Ho passato le ore a rileggere i dati, regione per regione, a cercare di capire come e perché il Governo abbia deciso di usare misure così diverse per situazioni in fondo molto simili”, attacca il governatore di centrodestra che chiede spiegazioni all’esecutivo anche sul “perché si sia voluto assumere scelte così importanti sulla base di dati vecchi di almeno 10 giorni, perché il netto miglioramento dell’Rt del Piemonte (sceso nell’ultima settimana grazie alle scelte di prudenza che la Regione aveva già saputo adottare) non sia stato preso in nessuna considerazione” e “perché per regioni con situazioni gravi si sia usato un metro diverso”.

”Io rispetto lo Stato – scrive Cirio - ma anche il Piemonte merita rispetto”. “Lo meritano i Piemontesi e le tante aziende che forse non riapriranno”, ha concluso chiedendo all’esecutivo maggiore chiarezza.

“Basta violenza sulla sanità calabrese”, scrive su Facebook il governatore facente funzione della regione Calabria, Nino Spirlì. “Ho provato rabbia e sono costernato per la sordità istituzionale”, rende noto nello stesso post, dove chiarisce di essere stato informato della decisione solo venti minuti prima dell’annuncio di Conte in tv. La decisione del governo, dice è “ingiustificata”, quasi “sospetta”.

Anche il governatore siciliano, Nello Musumeci, accusa Conte di aver fatto “figli” e “figliastri”. “Oggi la Campania ha avuto oltre quattromila nuovi positivi; la Sicilia poco più di mille, la Campania ha quasi 55 mila positivi, la Sicilia 18 mila – scrive su Facebook - vogliamo parlare della Regione Lazio? Ricovera oggi 2.317 positivi a fronte dei 1.100 siciliani, con 217 in terapia intensiva a fronte dei nostri 148, eppure, Campania e Lazio sono assegnate a zona gialla”.

“La scelta del governo di “relegare la Sicilia a "zona arancione" è assurda e irragionevole”, va avanti. Speranza, attacca Mususmeci, “ha voluto adottare la grave decisione senza alcuna preventiva intesa con la Regione siciliana”. E chiede al premier di ritirare il provvedimento. “Le furbizie – avverte - non pagano”.

Correlati:

Dpcm in vigore da domani, Conte: zona rossa in 4 regioni e Natale senza il cenone
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook