03:52 28 Novembre 2020
Politica
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Le proteste in Bielorussia dopo le elezioni presidenziali (134)
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La rinuncia al dialogo con l'opposizione e gli scontri con i manifestanti confermano l'illegittimità del presidente bielorusso Alexandr Lukashenko, ha affermato la portavoce del servizio di Affari Esteri e Politica di Sicurezza della Ue Nabila Massrali.

"Il rifiuto al dialogo, le dichiarazioni aggressive, gli arresti di massa e l'uso di munizioni antisommossa contro i bielorussi che esercitano il loro diritto di sciopero e le proteste pacifiche dimostrano ancora una volta la mancanza di legittimità di Lukashenko", ha scritto Massrali sulla sua pagina Twitter.

​Ha aggiunto che "la Ue sostiene la gente e continuerà a punire i responsabili".

Il 12 ottobre il Consiglio per gli Affari Esteri ha dato il via libera per avviare la preparazione del prossimo pacchetto di sanzioni del blocco europeo che include misure anche contro il presidente Lukashenko.

Secondo il capo della diplomazia europea, Josep Borrell, l'Unione Europea ritiene che Lukashenko non sia disposto a dialogare con l'opposizione e ha espresso la speranza che le sanzioni contro il leader bielorusso saranno attuate più rapidamente rispetto al precedente elenco di sanzioni, per cui ci è voluto un mese e mezzo.

Proteste in Bielorussia

In Bielorussia continuano le proteste dopo le contestatissime elezioni presidenziali del 9 agosto, che hanno conferito il 6° mandato ad Alexandr Lukashenko, al potere dal 1994.

Secondo i dati ufficiali, Lukashenko ha ottenuto l'80,1% dei voti, seguito da Svetlana Tikhanovskaya, con il 10,12%.

L'opposizione bielorussa ha denunciato numerose irregolarità elettorali e ha chiesto la ripetizione delle elezioni, opzione bocciata dallo stesso Lukashenko.

Tema:
Le proteste in Bielorussia dopo le elezioni presidenziali (134)
Tags:
Unione Europea, Bielorussia, Alexander Lukashenko
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